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Agroalimentare: da Prima più fondi per la ricerca

Ricerca nel settore agroalimentare: aumentano i fondi della Fondazione Prima per i bandi che si apriranno nel corso di quest'anno

Ricerca nel settore agroalimentare: aumentano i fondi della Fondazione Prima per i bandi che si apriranno nel corso di quest’anno

Oltre 68 milioni di euro per la ricerca e l’innovazione nel settore agroalimentare e nelle risorse idriche nell’area del Mediterraneo. È il finanziamento previsto per i bandi 2021 e riportato nell’Orientation paper del programma Prima (Partnership for research and innovation in the Mediterranean area).

Prima ha inoltre annunciato i progetti vincitori dei bandi 2020 della Sezione 2. “Dopo i risultati eccezionali di sezione 1 (9 milioni derivanti dal finanziamento europeo) – spiega una nota del segretariato italiano di Prima che ha sede al Santa Chiara Lab dell’Università di Siena – i dati resi noti dalla Fondazione Prima sulla Sezione 2, a finanziamento nazionale, hanno confermato l’ottimo risultato conseguito dai team di ricerca italiani: 7,3 milioni a favore di 48 unità di ricerca per un totale di 22 progetti finanziati di cui 9 a guida italiana”. Complessivamente, anche nel 2020 l’Italia si è distinta per la qualità della ricerca e i risultati raggiunti: il 33% dei progetti (16) è coordinato da un ente del nostro Paese e 35 vedono la partecipazione italiana, con 84 unità di ricerca coinvolte. Di 64 mln complessivi finanziati da Prima nel 2020, 16,5 andranno a beneficio di ricercatori e innovatori del nostro Paese.

Angelo Riccaboni, presidente Fondazione Prima, spiega a Garantitaly: “Vorrei sottolineare il successo dei ricercatori italiani in bandi internazionali particolarmente competitivi in un settore strategico come l’agroalimentare. Le progettualità selezionate potranno fornire soluzioni concrete a supporto delle sfide della sostenibilità sulle quali Prima è fortemente impegnata, in linea con l’European Green Deal; l’innovazione sostenibile nel settore dell’agroalimentare può offrire un contributo rilevante alla ripresa economica e alla resilienza sociale ed ambientale del nostro Paese e del Mediterraneo”.

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