Corriere Nazionale

La Rete Rider X i Diritti annuncia un giorno di sciopero

I lavoratori del food delivery si fermano il 26 marzo: la rete nazionale Rider X i Diritti  ha proclamato una giornata di sciopero

I lavoratori del food delivery si fermano il 26 marzo: la rete nazionale Rider X i Diritti  ha proclamato una giornata di sciopero

I ciclofattorini della rete nazionale Rider X i Diritti riprendono la mobilitazione: la decisione era nell’aria da giorni e oggi è stata ufficializzata da un’assemblea a distanza che, si legge in un comunicato, ha visto una “straordinaria partecipazione” di lavoratori del food delivery, con “32 città connesse da nord a sud” e una “copertura pressoché totale di tutte le piattaforme”. Dalla discussione è emerso un “netto rifiuto” dell’accordo Assodelivery-Ugl e “un’indignazione crescente- scrivono i riders- anche alla luce dei clamorosi risultati dell’indagine della Procura di Milano”. Per queste ragioni l’assemblea ha proclamato una giornata di mobilitazione per il 26 marzo: quel giorno i fattorini sono invitati ad “incrociare le braccia e scioperare”, ma si punta anche alla partecipazione dei clienti tramite un appello “a non usufruire del servizio in quella data, in solidarietà alla nostra lotta”.

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Per la rete Rider X i Diritti, è importante “ribadire con una protesta nazionale che coinvolga tutti i territori e il maggior numero di riders (e di clienti attraverso il boicottaggio) – continua il comunicato riportato dalla Dire (www.dire.it) – la necessità di arrivare al riconoscimento di tutti i diritti al più presto“. Questo anche “alla luce anche del fatto che durante il lockdown del 2020 siamo stati equiparati ai lavoratori essenziali- ricordano i fattorini- e in molte occasioni riconosciuti come lavoratori dipendenti o eterorganizzati cui spettano le tutele piene della subordinazione”. Nel frattempo, ricordano i riders, “sono iniziate le consultazioni al Parlamento europeo per ottenere una regolamentazione del lavoro di piattaforma attraverso la promulgazione di una direttiva che garantisca un’adeguata protezione sociale e un trattamento congruo per tutti i lavoratori delle piattaforme digitali”.

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