Istiocitosi: ecco che cosa sono e come curarle


Le istiocitosi rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie immunologiche rare che necessitano di diagnosi e cure mirate

Istiocitosi: cosa sono e come curarle

Le istiocitosi sono un insieme di malattie di origine onco-immunologica estremamente rare: si stima che in Italia ci siano meno di 1000 nuovi casi all’anno, ma si tratta quasi certamente di una sottostima, perché la loro manifestazione clinica è variegata e la diagnosi richiede un’alta specializzazione.

L’unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare dell’IRCCS Ospedale San Raffaele è un punto di riferimento internazionale per le istiocitosi. Tanto che di recente ha pubblicato sulla prestigiosa rivista Annals of Internal Medicine il caso clinico di un paziente che non sembra rientrare in nessuno dei sottotipi standard.

Lorenzo Dagna, primario dell’Unità e professore associato presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, ci aiuta a fare chiarezza su queste malattie rare, sull’importanza di una gestione multidisciplinare integrata dei pazienti e sui migliori approcci terapeutici disponibili.

Cosa sono le istiocitosi

Le istiocitosi rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie rare causate da alterazioni e malfunzionamenti del sistema immunitario.

Particolari cellule immunitarie che originano nel midollo osseo, gli istiocitiproliferano in maniera incontrollata e si infiltrano in diversi tessuti del nostro organismo, compromettendone la normale funzione. L’esordio di queste malattie può avvenire a qualsiasi età, dalla nascita fino all’età adulta.

“Proprio perché il meccanismo che le scatena è lo stesso, le istiocitosi vengono raggruppate sotto un unico termine, anche se in realtà comprendono patologie diverse. Ecco perché sono classificate in 5 gruppi basati sulle caratteristiche molecolari, istopatologiche e sul profilo clinico del paziente” specifica il professor Dagna.

La forma più diffusa è rappresentata dall’istiocitosi a cellule di Langerhans (con una prevalenza di una o due persone ogni 100.000 abitanti), che, pur coinvolgendo tutte le fasce d’età, si manifesta principalmente nella prima infanzia.

Le altre forme sono:

  •  le istiocitosi cutanee
  •  le istiocitosi maligne
  •  la linfoistiocitosi emofagocitica
  • la malattia Rosai-Dorfman.

Sintomi e caratteristiche delle istiocitosi

Le manifestazioni cliniche delle istiocitosi possono variare notevolmente in base alla tipologia di malattia e al paziente che si ha di fronte. La sintomatologia può essere:

  •  lieve e limitarsi a causare, per esempio, eruzioni cutanee;
  •  grave e interessare organi vitali come polmoni, cervello o fegato.

In generale le istiocitosi sono malattie croniche che vanno trattate adeguatamente o possono avere un decorso negativo, che può anche portare alla morte. Solo in pochissimi casi regrediscono spontaneamente.

Il caso non standard trattato al San Raffaele

A sottolineare l’estrema eterogeneità di questo gruppo di malattie, al San Raffaele è stato recentemente diagnosticato un caso di istiocitosi del tutto anomalodescritto recentemente sulle pagine della prestigiosa Annals of Internal Medicine.

“Le caratteristiche cliniche del paziente facevano pensare a una istiocitosi, ma mancavano alcune manifestazioni solitamente presenti e si osservavano per contro caratteristiche e sintomi inediti” spiegano Giulio Cavalli, medico ricercatore del gruppo di Lorenzo Dagna e primo autore del caso clinico, e Marina Ferrarini, medico ricercatore con all’attivo importantissime scoperte nel campo delle istiocitosi.

La necessità di un’alta specializzazione e della ricerca scientifica

Proprio per questa notevole variabilità clinica e per la loro rarità, il corretto riconoscimento delle istiocitosi e il loro trattamento efficace richiede la valutazione dei casi sospetti in centri altamente specializzati.

L’Ospedale San Raffaele è uno di questi centri. In particolare, l’Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare è struttura di riferimento per la malattia di Erdheim-Chester (istiocitosi a cellule non-Langherhans) e fa parte dell’Erdheim-Chester Global Alliance.

Il Dottor Giulio Cavalli, autore dello studio pubblicato su Annals of Internal Medicine, nel 2018 ha ottenuto un prestigioso finanziamento da AIRC per sostenere le proprie ricerche sulle istiocitosi al San Raffaele.

“Soprattutto grazie a un’instancabile attività di ricerca, le nostre capacità diagnostiche stanno migliorando e stiamo facendo passi avanti importanti nello sviluppo di terapie più efficaci,” conclude il professor Dagna.