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Un portale per la storia dell’ex carcere di Ventotene

franceschini boschi ventotene

La storia dell’ex carcere di Ventotene sbarca sul web: passa anche da Internet l’opera di restauro e valorizzazione dell’ex penitenziario borbonico

Un portale unico che ricostruisce attraverso documenti, riviste, raccolte e ricerche bibliografiche la storia dell’ex carcere di Ventotene, ma anche quella dei diritti umani e della libertà politica alla base della Costituzione italiana ed europea. È questo il cuore della convenzione siglata nei giorni scorsi dal commissario straordinario del Governo per gli interventi di restauro e valorizzazione dell’ex carcere borbonico dell’isola di Santo Stefano a Ventotene, Silvia Costa, e dal direttore della Biblioteca nazionale centrale di Roma, Andrea De Pasquale.

L’accordo arriva subito dopo la presentazione del progetto per la riqualificazione dell’ex carcere di Santo Stefano – che in 5 anni diventerà un centro polivalente con un Museo e diversi spazi dedicati alla formazione delle giovani generazioni europee e non solo – finanziato con 70 milioni di euro del piano ‘Un miliardo per la cultura’, varato nel 2016 con risorse del fondo Coesione e sviluppo 2014-2020. “Stiamo lavorando non soltanto al recupero fisico del complesso di Santo Stefano, ma anche ai contenuti e alle attività collegate- ha spiegato Costa intervistata dall’agenzia Dire- L’idea nata tra me e il direttore De Pasquale è quella di realizzare un nuovo fondo dedicato alla storia di Santo Stefano e Ventotene”.

Il progetto comune prevede una prima fase relativa alla ricerca bibliografica e all’individuazione dei documenti significativi, mentre la seconda fase sarà dedicata alla loro digitalizzazione e pubblicazione nella teca digitale della Biblioteca nazionale, che diventerà fruibile (per le risorse non protette da diritto d’autore) anche da postazioni esterne dalla struttura romana di Castro Pretorio, a partire da quelle del Centro di documentazione di Ventotene e, in futuro, nel complesso dell’ex carcere.

“Si tratta di una bellissima alleanza- ha aggiunto Costa- a cui si aggiunge anche quella con l’archivio di Latina diretto da Marilena Giovannelli, che si è offerta di digitalizzare e rendere fruibile il materiale dell’archivio di Santo Stefano che al momento è ricoverato presso il carcere di Cassino in condizioni precarie. Si tratta della digitalizzazione di cinquemila documenti relativi a cinquemila persone che sono state prima a Ponza e poi a Ventotene. Sarebbe molto importante avere un portale unico, sarebbe una vera e propria possibilità per ricercatori, studiosi e cittadini di poter accedere a questa storia che è poco scritta”. La Biblioteca nazionale centrale di Roma, capofila del progetto Google Books, ha già una teca digitale con 19 milioni di pagine, frutto della collaborazione con diversi enti.

“Conserviamo la totalità dei libri pubblicati in Italia – ha aggiunto De Pasquale come riferisce la Dire (www.dire.it) – dunque con questa convenzione svilupperemo una ricerca puntuale dei nostri fondi bibliografici, e anche dei periodici, per individuare tutte le fonti utili a ricostruire la storia di Ventotene e del carcere di Santo Stefano. Anche in sinergia con gli Archivi, il progetto prevede la nascita di un portale integrato che funga da insieme di fonti per la storia dell’isola. In più, ci interessa anche l’aspetto legato all’Europa e l’idea della nascita della sua Costituizione. La Biblioteca sta acquistando un fondo archivistico importante, il fondo Luzzatti, che arriverà a gennaio, dove sono conservate lettere di Altiero Spinelli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi, proprio perché l’idea è creare anche un centro di documentazione sull’Europa non solo virtuale, ma anche fisico”.

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