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Break dance alle Olimpiadi: il debutto a Parigi 2024

Break dance disciplina olimpica: debutto nel 2024

La break dance diventa disciplina olimpica: il debutto alle Olimpiadi di Parigi 2024. Ecco tutto quello che c’è da sapere

Si è parlato molto in questi giorni dell’ingresso della break dance tra le discipline olimpiche. Il futuro debutto, previsto per le Olimpiadi di Parigi nel 2024, è stato accolto con molto entusiasmo, soprattutto da chi questo sport lo pratica da tutta una vita. La break dance, o breaking, richiede molta passione, concentrazione, energia, libertà di movimento ed espressione.

Ma come è nato questo sport? E quali sono le mosse, i protagonisti e le regole alla base di ogni sfida? Red Bull BC One, la più grande e prestigiosa competizione di breaking one-on-one a livello internazionale, ha messo a punto una guida per scoprire i fondamentali di questa incredibile disciplina.

LE ORIGINI: LA STRADA E LE 4 ANIME DELL’HIP HOP

Le origini del breaking risalgono ai primi Anni 70, quando nel South Bronx, a New York, si diffonde per la prima volta la cultura di strada Hip Hop. A ritmo di musica funk, disco e soul, ragazzi e ragazze si ritrovavano per strada a ballare sugli scratch dei primi DJ, dando vita ad una nuova forma di espressione che avrebbe presto conquistato il mondo.
La cultura Hip Hop si compone di quattro sottogeneri strettamente connessi tra di loro: il Djing, l’ MCing, i Graffiti e il Breaking.

I 4 CAPISALDI DEL BREAKING: TOPROCK, FOOTWORK, POWERMOVES, FREEZES

Il breaking, spiega la Dire Giovani (www.diregiovani.it), è una disciplina complessa e affascinante, ricca di stimoli culturali e contaminazioni, che ruota attorno a quattro elementi fondamentali per la creazione delle esibizioni: il Toprock, il Footwork, le Powermoves e i Freezes. Il Toprock è il biglietto da visita di ogni breaker, è l’intro di ogni esibizione e consiste in una serie di mosse che contraddistinguono lo stile di ciascun b – boy o b – girl. e che si basa su un mix di coordinazione, flessibilità e ritmo. Il Toprock viene eseguito stando in piedi prima che il breaker passi alle mosse successive, come una vera presentazione ai giudici e agli avversari.

Il Footwork è il cuore del breaking, la categoria che comprende l’uso di mani e piedi per eseguire mosse spettacolari a terra, compiendo movimenti circolari. Caratterizzato da gesti agili e veloci delle gambe, il Footwork viene utilizzato spesso nel breaking, perché consente di passare facilmente da un elemento all’altro, e di comporre nuove mosse.

Le Powermoves sono le mosse più acrobatiche e spettacolari del breaking e includono i salti, le capriole e tutti quei movimenti di rotazione che vengono compiuti stando in equilibrio sulla propria testa (e non solo!). Le Powermoves generalmente seguono il Toprock e il Footwork, e sono le protagoniste di ogni esibizione perché lasciano gli spettatori senza fiato.

I Freezes sono l’elemento a sorpresa delle Battle, e come dice il termine, sono momenti in cui il b-boy o la b-girl si ‘freezano’, ovvero si bloccano in una determinata posizione, dopo aver fatto una mossa spettacolare, come una verticale, o un salto mortale. I Freezes aggiungono un importante elemento scenico all’esibizione in quanto si presentano come momenti di blocco inaspettati tra un powermove e l’altro, e concedono tempo al pubblico per ammirare le incredibili mosse appena compiute.

I PROTAGONISTI DELLE BATTLE: B-boys e B-girls

I protagonisti di questa disciplina sono i b-boy e b-girl, abbreviazioni di break-boy e break-girl, i ballerini nati originariamente in strada negli anni Settanta e che nel corso degli anni hanno conquistato i più prestigiosi palchi del mondo.
I b-boy e le b-girl si affrontano testa a testa nelle Battle, sfide one-on-one in cui i breaker competono a colpi di power moves, freezes, footwork e toprock.
Proprio la modalità di Battle one-on-one, uno contro uno, introdotta per le competizioni a livello mondiale da Red Bull BC One quasi 20 anni fa, è la modalità scelta per le sfide che animeranno i Giochi Olimpici di Parigi 2024.
In una scena sempre più vivace, diffusa da anni anche l’Italia, Red Bull BC One ha da poco decretato i Campioni Mondiali, in occasione della World Final 2020, andata in scena sabato 28 novembre a Salisburgo. La b-girl russa Kastet e il b-boy giapponese Shigekix sono i nuovi campioni da battere, ma sono tantissimi i talenti che negli anni hanno contribuito a diffondere la passione per questa incredibile disciplina in tutto il mondo.

I GIUDICI E LE REGOLE

I giudici delle Battle sono b-boy e b-girl professionisti noti all’interno dell’ambiente del breaking. A loro spetta l’arduo compito di decidere chi coniuga al meglio stile e personalità. Ma accanto a questi criteri di giudizio spiccano tecnica, esecuzione, originalità e coerenza, che sono le principali caratteristiche da valutare per un giudice.
Una buona performance deve perciò coniugare doti tecniche a stile, ciò che caratterizza ogni b-boy e b-girl che si rispetti. Ogni breaker infatti ha un proprio linguaggio che si esprime attraverso un repertorio di mosse e combinazioni del tutto personali.
Ogni anno sul palco del Red Bull BC One salgono 16 tra i migliori b-boy e b-girl di tutto il mondo per affrontarsi testa a testa in 3 round davanti agli occhi dei 5 giudici selezionati. Chi conquista il maggior numero di preferenze da parte dei giudici vince la battle.

LA SCENA DEL BREAKING IN ITALIA

Sono tanti i talenti italiani che negli anni hanno animato la scena del breaking, come b-boy Cico, alias Marco Peruzzi, che ha portato l’Italia del breaking nel Guinness dei Primati grazie ai suoi record mondiali di 1990 e di windmill. Ora, uno dei nomi più promettenti in Italia è senza dubbio quello di Alessandrina, giovanissima b-girl, classe 1999, all’anagrafe Alessandra Chillemi. All’età di 5 anni Alessandrina si avvicina al mondo della danza classica ma da subito capisce che il tutù non fa per lei, per questo, compiuti 6 anni, dopo aver visto alcuni b-boys allenarsi nei pressi della stazione della sua città, Messina a suon di power moves, freeze e footwork, inizia ad appassionarsi a questo sport.
Comincia così il suo percorso di breaker all’interno di una crew siciliana, la Marittima funk Crew, che la porta al debutto in una competizione ufficiale a soli 8 anni.

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