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Diabete gestazionale: nuovo studio su iperglicemia notturna

Le donne nate con parto cesareo corrono un rischio maggiore di sviluppare obesità e diabete di tipo 2 da adulte rispetto a quelle nate con parto vaginale

L’iperglicemia notturna nel diabete gestazionale si cura meglio con il monitoraggio continuo del glucosio: lo rivela un nuovo studio

Nelle donne con diabete gestazionale, l’utilizzo di un sistema di monitoraggio continuo del glucosio ha consentito di ottenere informazioni più esaustive sulla loro iperglicemia notturna rispetto all’auto-misurazione dei livelli glicemici. Sono gli esiti di uno studio osservazionale australiano pubblicato sulla rivista Diabetes Technology & Therapeutics.

«I dati mascherati, ottenuti tramite un dispositivo di monitoraggio continuo del glucosio, hanno rivelato un’iperglicemia notturna nelle donne in gravidanza che non avevano avviato la terapia insulinica, il 60% delle quali durante le ore notturne non aveva rispettato gli obiettivi glicemici per più del 10% del tempo», hanno scritto uno degli autori dello studio, David O’Neal, endocrinologo clinico del St. Vincent’s Hospital, University of Melbourne, in Australia, e colleghi. «L’auto-misurazione della glicemia dopo il pasto serale di solito avveniva tra le 19:00 e le 22:00, e questa singola valutazione dei livelli ematici di glucosio forniva solo una visione limitata dell’iperglicemia notturna, così come per la lettura dei valori prima della colazione».

Uno studio australiano in donne con diabete gestazionale
I ricercatori hanno condotto uno studio di coorte osservazionale su 90 donne con diabete gestazionale tra le 24 e le 28 settimane di gravidanza presso il Werribee Mercy Hospital e il Mercy Hospital for Women a Melbourne, in Australia. Le partecipanti, arruolate da dicembre 2017 a marzo 2019 (età media 32 anni), hanno ricevuto consigli sulla dieta e sullo stile di vita e sono state istruite sull’ auto-misurazione della glicemia (SMBG, self-monitoring of blood glucose) durante una sessione educativa entro 2 settimane dalla diagnosi di diabete gestazionale.

Lo stesso giorno della formazione hanno iniziato a utilizzare un dispositivo di monitoraggio continuo del glucosio (CGM, continuous glucose monitoring) per un periodo di 7 giorni. I dati forniti rilevati sono stati mascherati sia per i medici che per le donne coinvolte nello studio e nella settimana in cui sono stati raccolti i dati CGM non è stata iniziata la terapia con insulina.

Tutti le partecipanti sono state istruite a registrare i dati relativi alla dieta e all’SMBG almeno quattro volte al giorno durante la settimana in cui utilizzavano il CGM. È stato chiesto loro di fare tre pasti e tre spuntini al giorno, evitare i carboidrati e camminare da 10 a 15 minuti dopo ogni pasto. L’insulina è stata prescritta se l’obiettivo di auto-monitoraggio, inferiore a 100 mg/dl di glucosio a digiuno o inferiore a 120 mg/dl 2 ore dopo il pasto, veniva violato tre volte nella settimana.

Monitoraggio della glicemia più dettagliato con il CGM
A 34 delle 90 gestanti è stata prescritta insulina mentre 56 hanno gestito il diabete gestazionale solo modificando la dieta e lo stile di vita. I dati relativi all’indice di massa corporea, test orale di tolleranza al glucosio a digiuno, SMBG e CGM, hanno mostrato che il gruppo sottoposto a terapia insulinica ha trascorso più tempo in iperglicemia rispetto al gruppo non trattato farmacologicamente (p=0,0001)

Analizzando la quantità di tempo trascorso in iperglicemia nelle partecipanti che hanno gestito il loro diabete senza insulina, il 61% ha superato l’obiettivo glicemico CGM per oltre il 10% del tempo tra la mezzanotte e le 6 del mattino e il 20% dalle 6 del mattino fino a mezzanotte. La maggior parte dell’iperglicemia si è verificata tra la mezzanotte e le 3 del mattino e il 47% delle donne che hanno trascorso meno del 10% del tempo in iperglicemia durante il giorno, ha avuto iperglicemia per il 10% o più durante la notte.

Al contrario, i risultati dell’auto-misurazione dei livelli glicemici hanno mostrato che solo il 5,4% delle gestanti che non avevano assunto insulina ha superato il target di 120 mg/dl dopo il pasto serale. Nelle misurazioni effettuate la mattina prima di colazione nessuna donna ha superato il target glicemico a digiuno di 100 mg/dl.

In base ai risultati dello studio, secondo il parere dei ricercatori il CGM consente un monitoraggio più dettagliato dell’entità e della durata delle fluttuazioni dei livelli di glucosio. I dati ottenuti potrebbero essere utilizzati nel processo decisionale clinico per le donne con diabete gestazionale.

«Abbiamo proposto una serie di cut-off CGM sulla base degli studi precedenti, fissando obiettivi diversi per gli intervalli notturni e diurni», hanno concluso gli autori. «Sono necessari ulteriori ricerche per meglio definire i target glicemici CGM più corretti che, una volta stabiliti, saranno la base per gli studi volti a raggiungere questi livelli notturni di glucosio.».

Bibliografia

Zaharieva DP et al. Continuous Glucose Monitoring Versus Self-Monitoring of Blood Glucose to Assess Glycemia in Gestational Diabetes. Diabetes Technol Ther. 2020 Nov;22(11):822-827.

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