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La vita del pugile Giovanni Parisi diventa un film

La vita del pugile Giovanni Parisi diventa un film

La vita del pugile Giovanni Parisi diventa un film: “Flash” di Marco Rosson racconta di come lo sport può significare riscatto sociale

Lo sport come storia di riscatto sociale, impegno, passione e sacrificio. La vita del pugile Giovanni Parisi, oro olimpico e pluricampione mondiale WBO, diventa un film nel documentario FLASH: La storia di Giovanni Parisi, prodotto da Federico Riccardo Rossi e da AiCS – Associazione italiana cultura sport, e diretto dal giovane Marco Rosson.
Il documentario, realizzato in collaborazione con l’associazione Iria Cultura e l’assessorato allo sport del comune di Voghera come spiega la Dire (www.dire.it), è stato proiettato per la prima volta alla decima edizione del Matera Sport Film Festival dove è in concorso. Il film ha inoltre il patrocinio del CONI, del Comune di Vibo Valentia, della Federazione Pugilistica Italiana e della Film Commission regione Lombardia.
La realizzazione di “FLASH: La storia di Giovanni Parisi” ha richiesto quasi tre anni di lavoro, tra ricerca di materiali di repertorio e le riprese delle interviste. Il film che racconta la storia e i successi sportivi del pugile italiano Giovanni Parisi è raccontato attraverso le testimonianze delle persone che hanno accompagnato Parisi nei suoi successi. Dallo storico allenatore Livio Locarno, ai compagni di allenamenti divenuti poi anche loro campioni del mondo, Giacobbe Fragomeni e Alessando Duran. Dallo storico manager del pugile Salvatore Cherchi all’amico d’infanzia Maurizio Maini fino alla sorella Giulia Parisi.

“La storia struggente di un giovane che nello sport ha trovato impegno, riscatto, vita e successo ci pareva il modo migliore per celebrare questo anno così difficile, che proprio ai giovani ha tolto forse più opportunità – commenta Bruno Molea, presidente dell’Associazione Italiana Cultura Sport, co-produttrice del documentario -. La vita di Parisi, seppur stroncata così giovane, è un inno alla resistenza e alla responsabilità: merito va ai giovani che l’hanno saputa narrare con tanta delicatezza, il regista Rosson e il produttore Rossi”.

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