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Exomars: a Torino prove di atterraggio per il rover

Fino al 27 gennaio la Nasa permetterà a tutti di scegliere il nome del Rover che la prossima estate sarà inviato su Marte: scelta tra 9 nomi

Missione Exomars: a Torino prove tecniche di atterraggio per il rover Rosalind Franklin: partirà dalla base russa di Baikonur a bordo di un razzo Proton

Questa è una storia che parte da Torino e arriva su Marte. Sotto le Alpi ha trovato casa il Rocc, Rover Operations Control Centre: da qui, nel cuore dell’azienda Altec, partiranno i comandi per il rover, carico di strumenti, che scenderà su Marte durante la missione eurorussa ExoMars. Data di lancio prevista ottobre 2022, arrivo otto mesi dopo, in mezzo un cammino lungo e irto di pericoli.

Il rover, ribattezzato Rosalind Franklin in nome della chimica inglese che scoprì la struttura del Dna, dovrà attraversare l’atmosfera marziana, affidarsi a dei paracadute che ne frenino la corsa e, infine, scendere dalla piattaforma russa che lo trasporta per poggiare le sue sei ruote sul terreno del pianeta rosso. Tra i nove strumenti di bordo, anche il trapano italiano che perforerà, per la prima volta, il suolo di Marte sino ad una profondità di due metri.

Pochi giorni fa, spiega la Dire Giovani (www.diregiovani.it), sono stati eseguiti dei test per simulare proprio la delicata fase di atterraggio. E sono andati bene. Ne abbiamo parlato con Marco Barrera, matematico, Altec Rocc Program Manager.

“Noi dobbiamo essere preparati in ogni a caso a non sbagliare, a non sbagliare la prima volta- sottolinea Barrera-. Non succede tanto spesso, in ambito tecnologico, che non si abbia una seconda chance. Dobbiamo essere pronti ad avere successo già la prima volta. La settimana scorsa abbiamo inviato dei dati a quello che potremmo definire il rover quasi gemello di quello che andrà su Marte, GTM (Ground Testing Model). Abbiamo eseguito le operazioni di una delle fasi più critiche, quando il rover atterrerà, deve uscire dalla piattaforma di atterraggio e poggiare le sue sei ruote sul terreno marziano. Questa è una fase notevolmente critica. Quello che abbiamo fatto noi è eseguire le sequenze per la prima volta, abbiamo inviato i comandi e ricevuto i dati telemetrici da e verso Gtm, che si trova vicino ad Altec, negli stabilimenti di Torino di Thales Alenia Space”.

Il rover Rosalind Franklin non sarà mai completamente solo. La giornata, che su Marte si chiama ‘sol’, comincerà per lui con la ricezione di una serie di comandi da eseguire che partiranno da Torino. A fine giornata, sulla Terra saranno recuperati i dati telemetrici per capire se il rover ha fatto quanto chiesto e come. Benché sia stato progettato per avere autonomia, c’è tuttavia una soglia oltre cui il rover, per prendere delle decisioni sul da farsi, dovrà interrogare il centro di controllo. Il tutto non avverrà, ovviamente, in tempo reale, date le distanze tra la Terra e Marte. Le comunicazioni avverranno grazie anche alla sonda Tgo (Trace Gas Orbiter), correttamente immessa nell’atmosfera marziana durante la prima fase della missione Exomars, nel 2016.

“Il rover sarà protetto durante la fase di ingresso dell’atmosfera marziana e l’atterraggio. L’atmosfera marziana – ricorda Barrera – è meno densa di quella terrestre e l’effetto frenante è ridotto. Si stanno elaborando e raffinando modelli che ci descrivono come è l’atmosfera marziana e, sulla base di questi, quando inizia la fase di avvicinamento al suolo marziano entreranno in funzione diversi tipi di paracadute per consentire un atterraggio soft. L’area in cui atterrerà è Oxia Planum, che ha diverse stratificazioni geologiche interessanti e morfologicamente non dovrebbe presentare sfide insuperabili. Si cercherà di arrivare in un’area che non presenti avvallamenti o rilievi che potrebbero far atterrare il rover in condizioni di difficoltà”.

Il rover partirà dalla base russa di Baikonur, in Kazakistan, a bordo di un razzo Proton. La seconda parte della missione Exomars avrebbe dovuto prendere il via nel 2020, data poi posticipata di due anni per effettuare ulteriori test. “La sfida cha abbiamo di fronte viene affrontata per la prima volta dall’Europa”, chiosa Barrera, ma, data la pianificazione attuale, all’appuntamento del 2022 arriveranno preparati.

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