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La forza di un abbraccio: terapia per il corpo

La forza di un abbraccio: terapia per il corpo

I benefici di un abbraccio: stimola la produzione di ossitocina, aiuta a ridurre ansia e stress e regolarizza la pressione sanguigna

“L’abbraccio è terapeutico”. Si dice spesso ed è estremamente vero. A chi non è mai capitato di trovare conforto in un abbraccio? L’abbraccio rappresenta il primo contatto tra una madre e un bambino. Nel periodo neonatale e dell’infanzia è frequente che il piccolo passi molto tempo tra le braccia dei genitori.

Nell’abbraccio, spiega la Dire Giovani (www.diregiovani.it), è racchiusa protezione, calore, cura, amore. È un gesto che fa parte di quei meccanismi istintivi che ritroviamo anche negli animali quando accudiscono i propri cuccioli stringendoli a sè. Man mano che si diventa grandi assume sfumature diverse.

Nella preadolescenza l’abbraccio della mamma alle volte è “scomodo” come fosse troppo invadente, proprio perchè si è alla ricerca di un’autonomia emotiva ancor prima che pratica. In adolescenza si preferisce stringersi tra le  braccia degli amici.

In  breve tempo arriva l’abbraccio dell’innamoramento. Stringersi al proprio partner rappresenta di nuovo quel senso di protezione e d’amore. Si potrebbe dire che l’abbraccio nel suo significato più profondo è cura di sè e dell’altro. Al suo interno ci sono silenzi, paure ma anche gioia, emozioni che vengono trasmesse attraverso il corpo.

Si innesca durante l’abbraccio una vera e propria cascata di effetti a livello celebrale come il rilascio di endorfine che rilassano il corpo. Nello specifico un abbraccio: stimola la produzione di ossitocina, che è un ormone prodotto dall’ipotalamo e secreto dalla neuroipofisi in grado di ridurre di ammalarsi a causa di un sistema immunitario basso; stimola la produzione di emoglobina che trasporta l’ossigeno ai tessuti così le cellule sono più ossigenate e sono in grado di vivere più a lungo resistendo allo stresso ossidativo; aiuta a ridurre ansia e stress; migliora la circolazione e regolarizza la pressione sanguigna; libera ormoni come la serotonina e la dopamina; aumenta la fiducia in se stessi e negli altri, favorendo l’autostima e riducendo il senso di solitudine.

Su questo si basa la terapia dell’abbraccio. Si tratta di una tecnica che aiuta a riequilibrare corpo ed emozioni. Ideatore della terapia è Lía Barbery, descritta nel suo libro “Il linguaggio degli abbracci “(2007) . La hug therapy aiuta a sentire le proprie emozioni e far entrare in connessione mente e cuore migliorando l’autostima e la comunicazione affettiva.

Ci troviamo in un periodo storico legato all’emergenza sanitaria a seguito della diffusione del corona virus dove l’abbraccio assume tinte oscure. Ci viene chiesto di mantenere una distanza di sicurezza perchè il contatto con un soggetto positivo al virus potrebbe comportare il contagio. Oggi  quell’abbraccio non dato o non voluto diventa ancora più importante.  In un tempo dove il corpo è obbligato a tenere le distanze ed il volto ad essere coperto, possiamo riscoprire quanto il corpo sia veicolatore di emozioni oltre alle parole e comuticativo.

Di certo torneremo un giorno a abbracciarci senza paura e quel giorno sarà davvero una liberazione!

Lo sapevi che….

Il 21 gennaio si celebra la giornata internazionale dell’abbracci la giornata è stata creata trent’anni fa dal reverendo Kevin Zaborney a Clio, nel Michigan, Stati Uniti, e successivamente è stata esportata in altri Paesi. Venne istituita il 21 gennaio perché sembra sia il periodo dell’anno, a cavallo tra le festività natalizie e la ricorrenza di San Valentino, con i giorni più tristi.

A livello scientifico questo non è confermato ma che l’abbraccio sia terapeutico si!

Per Paulo Coelho un abbraccio vuol dire “Tu non sei una minaccia. Non ho paura di starti così vicino. Posso rilassarmi, sentirmi a casa. Sono protetto, e qualcuno mi comprende”.

La tradizione dice che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero, guadagniamo un giorno di vita.

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