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Artrite reumatoide: rischio ipertensione con glucocorticoidi

Dopo un anno di terapia con tofacitinib, inibitore Jak, nei pazienti con artrite reumatoide si è registrata una stabilizzazione della densità minerale ossea

Artrite reumatoide: la terapia con glucocorticoidi si associa ad un incremento del rischio ipertensione. Lo studio pubblicato su Rheumatology

Un ampio studio di popolazione recentemente pubblicato su Rheumatology ha affrontato la questione, mostrando come l’impiego di questi farmaci sia legato ad un incremento complessivo del 17% dell’incidenza di ipertensione in pazienti con AR. Lo studio ha dimostrato anche che, quando i pazienti venivano stratificati in base al dosaggio d’impiego di questi farmaci, quelli trattati con GC a dosi >7,5 mg erano quelli nei quali l’associazione con l’ipertensione raggiungeva la significatività statistica.

Lo studio suggerisce, pertanto, che i pazienti che assumono questi farmaci per il trattamento di AR dovrebbero essere monitorati anche per la pressione arteriosa, che rappresenta un fattore di rischio CV importante ma modificabile, ed essere trattati in modo appropriato.

Razionale e disegno dello studio

“Mentre le fratture associate con i glucocorticoidi sono state oggetto di studio approfondito – scrivono i ricercatori nell’introduzione allo studio, l’ipertensione rappresenta un effetto collaterale legato al loro impiego poco studiato”.

Al fine di comprendere meglio la possibile associazione tra l’impiego di GC nell’AR e l’ipertensione, i ricercatori hanno reclutato 17.760 pazienti con AR di nuova diagnosi (posta tra il 1992 e il 2019), i dati dei quali erano inseriti in un apposito database che rappresenta circa il 7% della popolazione del Regno Unito.

Nessuno di questi pazienti era affetto da ipertensione alla diagnosi iniziale di AR. Più di due terzi del campione erano rappresentati da pazienti di sesso femminile (68,1%), con un’età media pari a 56,3 anni.

Di questi pazienti, 7.421 (pari al 41,8%) erano stati sottoposti a trattamento con GC durante il follow-up seguito alla diagnosi di AR. La maggior parte dei pazienti (73%) è stata seguita in un follow-up della durata pari, almeno, a 2 anni.

I pazienti che avevano fatto uso di GC erano di età leggermente più avanzata rispetto a quelli naive al trattamento (età media: 57,7 anni vs. 55,3 anni), con una storia di tabagismo e la presenza di più comorbilità.

Risultati principali

Il tasso di incidenza complessivo di ipertensione è stato pari a 64,1 per 1.000 persone-anno (IC95%: 62,5-65,7).   Considerando i pazienti esposti a glucocorticoidi, 1.321 sono andati incontro a ipertensione, per un tasso di incidenza pari 87,6 per 1.000 persone-anno; nei pazienti non esposti a questi farmaci, invece, il tasso di incidenza di ipertensione è risultato pari a 59,5 per 1.000 persone-anno.
Utilizzando i modelli di Cox, i ricercatori hanno osservato che l’impiego di GC si associava ad un incremento del 17% del rischio di ipertensione (HR: 1,17; IC95%: 1,10-1,24).
I ricercatori hanno notato che il 40% degli utilizzatori di GC con ipertensione non è stato sottoposto a trattamento anti-ipertensivo per tutto il periodo di osservazione dello studio.
“Mentre ad alcuni sono state consigliate delle misure correttive legate allo stile di vita – osservano – gli altri non hanno ricevuto trattamenti farmacologici in grado di aggredire questo fattore di rischio CV modificabile”, ricordando come le malattie CV rappresentino un fattore trigger importante di mortalità elevata nei pazienti adulti affetti da AR rispetto alla popolazione generale e che le recenti raccomandazioni di trattamento dell’AR includono anche la gestione del rischio CV in questi pazienti.
Parlando dei possibili meccanismi coinvolti nell’associazione sopra riportata, i ricercatori hanno ricordato che “…esistono diverse modalità attraverso le quali i GC potrebbero promuovere le malattie CV – ipertensione, variazioni del metabolismo, diabete, incremento ponderale. Non è ancora chiaro, tuttavia, quale sia l’entità dell’apporto di questi meccanismi individuali responsabili dell’innalzamento del rischio CV”.
I ricercatori hanno anche ricordato la natura osservazionale del loro studio, per cui hanno sottolineato l’impossibilità di stabilire se l’associazione osservata sia casuale o causale. Ad ogni modo, i risultati suggeriscono la necessità di essere vigili nei pazienti sottoposti a trattamento con glucocorticoidi, soprattutto a dosaggi elevati.

Bibliografia
Costello RE et al. Glucocorticoid use is associated with an increased risk of hypertension. Rheumatology. 2020. doi: 10.1093/rheumatology/keaa209. Leggi

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