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Centrali geotermiche: una mappa per le aree idonee

Enel ha digitalizzato il proprio archivio storico fotografico, audiovisivo e documentale riunendo migliaia di risorse nel portale archiviostorico.enel.com

L'interno della torre di raffreddamento della centrale geotermica

L’energia geotermica è naturale e rinnovabile, e un grande numero di Paesi nel mondo la usa per processi industriali e domestici. Tuttavia, l’efficienza di queste centrali dipende da quanto l’area sulla quale sorgono sia idonea alla produzione di energia. Questa idoneità è una combinazione complessa di fattori geofisici, in gran parte ancora sconosciuta. Ad oggi, lo studio dell’idoneità di un’area alla costruzione di una centrale geotermica richiede ispezioni invasive, trivellazioni, relativi permessi ed autorizzazioni e grandi costi. Inoltre, i cittadini coinvolti nelle aree delle ispezioni e di costruzione chiedono, con diritto, trasparenza sulle ragioni della scelta del loro territorio per la costruzione di una centrale e sui benefici e le problematiche, ecologiche e sociali, che questa può comportare.

Nell’ambito di una collaborazione scientifica tra l’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione “A. Faedo” (Cnr-Isti) e l’Istituto di geoscienze e georisorse (Cnr-Igg), i ricercatori Gianpaolo Coro (Cnr-Isti) e Eugenio Trumpy (Cnr-Igg) hanno realizzato la prima mappa globale, a risoluzione 50 km, di idoneità di un’area all’installazione di una centrale geotermica ad alta efficienza. La mappa è stata realizzata, nel corso di due anni, mediante la combinazione di tecniche di analisi geospaziale e di intelligenza artificiale, dopo un’accurata selezione ed elaborazione di decine di parametri geofisici potenzialmente correlati alle centrali geotermiche mondiali. Ogni 50 km, la mappa indica la probabilità che l’area sia idonea all’installazione di una centrale ad alte prestazioni. L’affidabilità della mappa è stata valutata rispetto a circa 200 centrali nuove o pianificate in tutto il mondo, predicendone correttamente oltre il 92%. Il modello ha identificato le seguenti variabili come le più importanti per valutare l’idoneità geotermica di un sito: emissione di anidride carbonica al suolo, densità di terremoti, altitudine, flusso di calore, spessore dei sedimenti e temperatura dell’aria in superficie. La combinazione ottimale di queste variabili è stata appresa automaticamente dal modello di intelligenza artificiale sviluppato dai ricercatori ed è stata poi applicata per produrre la mappa.

I risultati sono stati pubblicati sull’autorevole rivista “Journal of Cleaner Production” (Elsevier). I dati e i processi utilizzati sono disponibili gratuitamente sulla piattaforma D4Science del Cnr-Isti, che promuove la scienza aperta e la ripetibilità degli esperimenti.

Il risultato di questa ricerca ha grandi potenzialità per l’industria della geotermia, per la popolazione, per gli organi decisionali e per i geologi. Infatti, consente di risparmiare tempo e denaro per le ispezioni preliminari, con evidenti benefici agli ecosistemi, al paesaggio ed alle popolazioni coinvolte. Inoltre, facilita la comunicazione con i cittadini attraverso la trasparenza sulle ragioni della selezione del loro territorio per la realizzazione di una centrale, favorendo il dibattito sul trade off tra la salvaguardia del territorio e degli ecosistemi e gli interessi dell’industria geotermica.

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