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This is not cricket su ZaLab: la recensione del film

This is not cricket su ZaLab: la recensione del film

This is not cricket non è un film sull’integrazione: è molto di più. La recensione della pellicola disponibile in streaming sulla piattaforma ZaLab

This is not cricket, il documentario di Jacopo de Bertoldi presentato alla 17esima edizione di Alice nella Città come evento speciale di Panorama Italia, è disponibile su ZaLab (https://partecipa.zalab.org/), la piattaforma di streaming dedicata al cinema del reale.

Abbiamo dovuto ripensare l’uscita di ‘This is not cricket’ alla luce della persistente situazione d’emergenza legata al Covid-19 e per questo grazie a ZaLab, con la Mir Cinematografica di Francesco Virga, abbiamo optato per un’uscita in VOD aderendo alla campagna #iorestoacasa che sta coinvolgendo tutto il mondo della cultura, ha dichiarato de Bertoldi alla Dire Giovani (www.diregiovani.it).  

Il cricket è il gioco regolamentato più antico della storia e nei paesi del subcontinente asiatico è lo sport più diffuso. Ed è proprio attraverso questa pratica sportiva che de Bertoldi ci racconta una straordinaria amicizia, quella tra Fernando, un giovane cresciuto dalla zia, una colf nostalgica del Movimento Sociale di Almirante, e Shince, autentico romano di origine indiana. Sullo sfondo una suggestiva e poetica Roma che però fa fatica ad esaudire i sogni dei due protagonisti.

Il documentario si apre con Fernando, anche voce narrante della storia, che ci racconta (in parole semplici) le regole del cricket: “il battitore colpisce la palla, lascia la propria casa per raggiungerne un’altra e in questo scambio di casa si fanno i punti. Questa corsa tra una casa e l’altra è pericolosa perché il giocatore può essere eliminato“. Una regola di gioco che, però, può essere letta anche come metafora dell’immigrato che lascia il suo Paese per un altro: se si integra e trova un lavoro onesto vince, in caso contrario perde. Il racconto, infatti, prende vita sul campo da gioco, quello del Piazza Vittorio Cricket Club: una squadra multietnica in cui i giocatori hanno tutti la parlantina e la veracità di un romano. Insomma, un team che non conosce differenza tra italiano e straniero (un’immagine bellissima, che strappa un sorriso, in cui la morale e la politica restano fuori). Il club, però, rischia di chiudere e Fernando e Shince hanno in mente solo una cosa: lottare per la sopravvivenza del Piazza Vittorio Cricket Club.

Il documentario mette a fuoco il graduale passaggio di Fernando e Shince dall’adolescenza all’età adulta con la macchina da presa che li segue (sensibile e mai invasiva per lasciare lo spazio che i protagonisti meritano) da quando erano bambini, riprendendo i primi lanci nelle aiuole di quartiere, poi i tornei internazionali giovanili, fino al disfacimento della squadra e alla loro epopea per ricostruire il Piazza Vittorio Cricket Club.

‘This is not cricket’, però, va oltre l’integrazione e il cricket, che ha permesso ai due giovani di diventare inseparabili amici. Oltre il campo c’è molto di più: ci sono risate e depressioni, ci sono sbronze e bruschi risvegli, c’è la voglia di riassaporare le proprie origini, ci sono i conflitti familiari, c’è la sensazione di fallimento, ci sono le scelte difficili da prendere, c’è l’esigenza di trovare la propria strada. A non esserci sono gli appigli per la realizzazione dei sogni di Fernando e Shince. In una Roma che sembra rifiutarli, c’è quel forte legame tra di loro a sostenerli che non potrebbe spezzare nemmeno la lontananza.

Questa pellicola è un bellissimo ritratto dolceamaro dell’adolescenza in cui i protagonisti si sono ben destreggiati davanti alla macchina da presa e in cui ‘esplode’ un irresistibile senso di umanità. Emozionante, intimo e reale, a ‘This is no cricket’ non serve la morale, la politica e la retorica per enfatizzare l’essenza del film e le emozioni che suscita già da sé questa storia. Questo è un esempio del cinema del reale di cui abbiamo bisogno. Bravi tutti!

Shince e Fernando, i protagonisti del mio documentario, con quella leggerezza che caratterizza la forza di un’amicizia che solo gli adolescenti sanno avere, sono la proiezione di un futuro possibile, quello di un’Europa aperta, e in continua evoluzione, ha commentato de Bertoldi. “Ho cercato in loro, nella loro forza di resistenza, questa aspirazione alla libertà dai pregiudizi e dalle frontiere di ogni genere. Stiamo vivendo – ha continuato il regista – un tempo molto difficile e i valori che incarnano i due protagonisti, quelli dell’amicizia e della solidarietà, dovrebbero essere alimentati o reinventati all’interno delle nostre comunità”.

‘This is not cricket’ è una produzione MIR Cinematografica con Rai Cinema con la partecipazione di Cinétévé con France Televisions con il supporto di CNC – Centre National du Cinéma et de l’image Animée, sviluppo sostenuto da Eurodoc Media – Creative Europe, prodotto da Francesco Virga. Distribuzione video on demand ZaLab.
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