Corriere Nazionale

Saldi estivi: meglio anticipare a giugno o posticipare?

Saldi estivi 2020 al via l'1 agosto in tutta Italia con sconti maggiori secondo le associazioni dei consumatori

I negozi di abbigliamento in crisi si trovano ad affrontare un dilemma per i saldi estivi: meglio anticiparli a giugno o spostarli a settembre?

I negozi di abbigliamento stanno pensando alla strategia da mettere in atto per ritornare alla normalità dopo il prolungato, difficilissimo periodo di chiusure causa pandemie. Con un primo, evidente problema: la riapertura dei negozi a giugno potrebbe in pratica venire a coincidere con il tradizionale inizio del periodo dei saldi, che annualmente scattavano agli inizi di luglio.

Indispensabile allora pensare di fare qualche piccolo cambiamento nel calendario fashion, anticipando direttamente le offerte di fine stagione al momento delle riaperture oppure, al contrario, posticipandole a settembre. Una decisione che potrà, ad esempio, tener conto che probabilmente quest’anno saranno in molti, se non quasi tutti, quelli che rimarranno in città in estate.

Ecco allora, spiega Garantitaly, che davvero le offerte di fine stagione potrebbero partire effettivamente quando la stagione estiva è arrivata verso la sua fine, ovvero a settembre. In questo modo si potrebbero mantenere i capi a prezzo pieno per i tutti i tre mesi caldi, con i negozianti che sperano ci sia un’accelerata nella richiesta di abiti e accessori alle porte dell’autunno. Oltretutto è da tempo che le associazioni di categoria si sono espresse per un ritorno ad un calendario dei saldi più ‘naturale’ rispetto all’andamento delle stagioni e per una maggiore vigilanza sulle vendite in offerta speciale, magari per fittizi ‘rinnovo locali’, che sempre più spesso drogano il mercato.

La tesi opposta, quella cioè di anticipare a giugno le vendite in saldo, è sostenuta da chi ritiene che dopo un così prolungato periodo di crisi, che per tutti ha avuto riflessi pesanti sulle disponibilità economiche, solo grazie alla promessa di forti ribassi potrà essere incentivato l’acquisto. Oltretutto i commercianti devono fare il conto che attualmente hanno ‘in casa’ una già considerevole quota di forniture che, restassero invendute, andrebbero gravemente ad intasare la prossima stagione riempiendo i magazzini fino all’anno prossimo.

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