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Disturbi del sonno e brutti sogni: effetti del Covid-19

come dorme una persona

Coronavirus, i disturbi del sonno in aumento del 24% e i brutti sogni sono ricorrenti. Lo psicologo: “Parlarne aiuta, nelle donne è migliore la capacità immaginativa”

I disturbi del sonno sono aumentati del 24%. Un buon sonno significa un buon sogno e, dunque, una buona capacita’ immaginativa”. A dirlo all’agenzia di stampa Dire (www.dire.it) è Ferdinando Testa, psicoanalista junghiano del Centro italiano di psicologia analitica (Cipa) di Catania intervistato dalla Dire sulla valenza dei sogni ai tempi del Covid-19. L’esperto in questa fase, infatti, ha cominciato a “raccogliere diversi sogni prima e durante l’epidemia, sogni- illustra- il cui significato mi era rimasto oscuro, tenebroso e sfuggiva alle dinamiche dell’inconscio personale, avendo invece un qualcosa che riguardava quello collettivo”.

I SOGNI AL TEMPO DEL LOCKDOWN

Ad emergere quindi dalla fase di lockdown e’ proprio l’inconscio collettivo, fatto di sogni “catastrofici, surreali e incomprensibili sul piano della potenza dell’immagine- spiega Testa- Maremoti, catastrofi, citta’ surreali, trasformazioni della natura epocali quasi come fosse un film di fantascienza”.

E ancora: “Immagini spirituali, religiose, simboli sacri, della tradizione, che indicano” come in questa fase si stia sperimentando “un grande cambiamento della coscienza collettiva”, spiega.

Dall’altro lato “abbiamo dei sogni che testimoniano invece come l’inconscio, nonostante tutto quello che stia avvenendo, continui a produrre immagini che riguardano lo sviluppo della coscienza individuale– illustra l’esperto- Sogni che riguardano molto la quotidianeita’ del singolo”. Persone che “sognano di non essere travolte dalle emozioni, che hanno il desiderio di uscire all’esterno. questi – chiarisce Testa- sono sogni di compensazione verso un periodo di estrema chiusura. Poi ci sono persone, ancora, che in un processo di separazione dal mondo gentoriale sognano di andare a vivere in altre abitazioni”, aggiunge. L’inconscio, secondo lo psicanalista, “ha dunque una sua forza vitale che e’ quella di proseguire e svilupparsi, non curante di quello che accade intorno”.

A detta di Testa, dunque, e’ quasi come se l’inconscio, “indipendentemente da cio’ che accade, seguisse la sua strada riprendendo percorsi personali che il coronavirus, invece, ha fermato. È un periodo molto fertile- puntualizza- per vedere cosa succede dentro di noi. Oggi attraverso il mondo onirico e dei sogni, infatti, ritengo che ognuno possa avere una lente di ingradimento di cio’ che ci accade interiormente, fino a scoprire una grande quantita’ di risorse sane che si possiedono”, da cui “trarre supporto per poter continuare ad avere il diritto di sognare e immaginare”.

PARLARE DEI SOGNI PUO’ ESSERE UTILE

Parlare dei propri sogni e delle proprie sensazioni puo’ essere, quindi, molto utile e sul punto lo psicanalista junghiano vuole essere chiaro: “Confrontarsi con le amiche puo’ essere estremamente salutare- sostiene Testa- perche’ le figure femminili riescono meglio degli uomini, in momenti come questo, a prospettare un’idea di cretivita’ e immaginazione”. Quindi il consiglio e’ quello di “parlare piu’ spesso con le amiche, vedere dei film o leggere, disegnare e scrivere. Oltre che stare un po’ in silenzio, anche questo e’ molto importante- ribadisce e conclude- perche’ aiuta a non farsi travolgere dal fare. Il silenzio aiuta molto”.

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