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Artrite psoriasica: entesite e dattilite più frequenti

immunoncologia

Entesite, dattilite e malattia ungueale sono le manifestazioni extra-articolari più frequenti nei pazienti con artrite psoriasica secondo un nuovo studio

La prevalenza di entesite, dattilite e malattia ungueale nei pazienti affetti da artrite psoriasica (PsA) è maggiore rispetto all’uveite e alle malattie infiammatorie intestinali. Lo dimostrano i risultati di una recente metanalisi pubblicata su Rheumatology.

Le manifestazioni extra-articolari di PsA, spiegano i ricercatori nell’introduzione al lavoro, potrebbero migliorare la diagnosi, la classificazione e la gestione della malattia. I ricercatori hanno condotto, pertanto, una ricerca sistematica della letteratura per determinare la prevalenza delle manifestazioni extra-articolari nella PsA e i loro effetti sugli outcome.

A tal scopo, è stata condotta una ricerca bibliografica esperta sui principali database bibliografici biomedici per reperire la letteratura sull’argomento pubblicata fino a settembre dello scorso anno. A questa si è aggiunta una ricerca manuale della letteratura per l’identificazione della cosiddetta letteratura “grigia” (atti di congressi, meeting e affini).

Le manifestazioni extra-articolari considerate sono state l’entesite, la dattilite, la malattia ungueale, l’uveite e le malattie infiammatorie intestinali (malattia di Crohn e colite ulcerosa).

Risultati della metanalisi

Su 9.493 pubblicazioni identificate, ne sono state individuate 65 per l’inclusione nella successiva metanalisi. Gli studi inclusi presentavano un ampio range di pazienti, compreso tra 31 e 94.302 pazienti, per un totale di 163.299 pazienti con PsA.

L’entesite, la dattilite e la malattia ungueale sono state oggetto di valutazione, rispettivamente, di 29, 35 e 26 studi utilizzati per la metanalisi, caratterizzandosi per un’elevata prevalenza nei pazienti con PsA (30%, 25% e 60%, rispettivamente).

Uveiti e malattie infiammatorie intestinali, invece, sono state oggetto di valutazione, rispettivamente, di 21 e 8 studi utilizzati per la metanalisi, caratterizzandosi per una prevalenza più ridotta (3,2% e 3,3%, rispettivamente).

L’eterogeneità degli studi è risultata elevata (>95%) in tutte le analisi condotte, ma non poteva essere spiegata con le caratteristiche dei singoli studi quali l’età e il sesso di appartenenza dei pazienti considerati, l’anno di pubblicazione dello studio e l’area geografica nella quale era stato condotto. Inoltre, nessuno degli studi inclusi nella metanalisi aveva esaminato l’effetto delle manifestazioni extra-articolari sugli outcome dei pazienti, eccezion fatta per la dattilite, che è risultata associata ad un incremento della progressione radiografica.

I limiti e le implicazioni della metanalisi

Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno notato che le definizioni eterogenee delle manifestazioni  extra-articolari rappresentavano un limite evidente. Inoltre, non era stato possibile esaminare la severità di malattia in relazione alle manifestazioni extra-articolari.

Ciò detto, i pattern delle manifestazioni extra-articolari osservati differiscono da quelli rilevati nella spondiloartrite assiale (axSpA), nonostante la condivisione dei meccanismi patogenetici, e questa osservazione potrebbe essere di aiuto per comprendere meglio le differenze esistenti tra le spondiloartropatie, scrivono i ricercatori nelle conclusioni del lavoro.

I risultati ottenuti, pertanto dovrebbero sollecitare la messa a punto di “…ulteriori studi atti a verificare se le manifestazioni extra-articolari influenzino gli outcome a lungo termine nei pazienti con PsA” aggiungono.

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