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Coronavirus in Malawi: il racconto di Padre Gamba

Coronavirus in Malawi: il racconto di Padre Gamba

Coronavirus, Padre Gamba dal Malawi: “La fede è più forte della paura”. Il racconto del missionario monfortano, originario di Bergamo, da oltre 45 anni nel cuore dell’Africa

Probabilmente domani i medici del Malawi entreranno in sciopero. Le loro richieste sono chiare: ‘Dotateci almeno delle protezioni che ci permettono di curarvi, altrimenti non possiamo farlo’. E’ una mobilitazione che appoggiamo completamente“: con l’agenzia Dire (www.dire.it) parla Padre Piergiorgio Gamba, missionario monfortano, originario di Bergamo, da oltre 45 anni nel cuore dell’Africa.

Padre Gamba vive la sua missione di aiuto ai piu’ bisognosi in un Paese che si appresta ad affrontare una nuova sfida: la pandemia di Covid-19. “A oggi i casi confermati in Malawi sono dieci” dice il missionario. “Il dato non e’ attendibile, pero’, perche’ manca quasi completamente la possibilita’ di fare i tamponi“. Secondo Padre Gamba, la situazione del sistema sanitario locale era gia’ difficile. “Si arriva a sistemare anche due malati per letto”, racconta. La protesta del personale sanitaria e’ allora piu’ che legittima, secondo il missionario: “Il governo ora sta cercando di correre ai ripari. Si parla di oltre 2.000 giovani dottori, che hanno finito il ciclo di studi e che verranno subito messi nelle condizioni di lavorare. Non so se sara’ sufficiente: tanti medici del Malawi sono andati all’estero e oggi si puo’ dire che ci sono piu’ dottori malawiani in Scozia che qui”.

Nel Paese, d’altra parte, i problemi non sono solo di natura sanitaria. Due settimane fa il presidente Peter Mutharika ha proclamato lo stato di calamita’, adottando una serie di misure restrittive, tra le quali la chiusura delle scuole. Secondo padre Gamba, “era meglio che restassero aperte, i ragazzi sono piu’ protetti li’ che altrove”. A oggi invece non e’ ancora stato imposto lo stop a tutte le attivita’ non essenziali. “Qui e’ impensabile dire alla gente di stare a casa” avverte il missionario: “L’80% delle persone vive in campagna e trova da mangiare giorno per giorno, non c’e’ la minima possibilita’ di pianificare i pasti per piu’ di 24 ore”.

Un altro problema, secondo padre Gamba, e’ che il carico pesa quasi tutto sulle donne: “Sono lasciate da sole a crescere quattro o cinque bambini dai mariti, che in molti casi vivono fuori e si guadagnano da vivere nelle miniere del Sudafrica”. A mancare poi sono informazioni sul contagio e la prevenzione. “Qui tutti sanno di doversi lavare spesso le mani e di dover mantenere le distanze – dice padre Gamba – ma su cosa fare per scongiurare la diffusione del Covid-19 non si dice altro”. C’e’ poi la politica. A febbraio la Corte costituzionale di Lilongwe ha annullato le elezioni del maggio 2019 con le quali Mutharika si era aggiudicato un secondo mandato tra sospetti di brogli e manipolazioni. “Per il Paese e’ stata una grande conquista democratica” sottolinea il missionario, che pero’ si chiede: “Cosa succedera’? Il voto dovrebbe tenersi a luglio e molto probabilmente dovra’ essere annullato; si rischia di perdere un’occasione”.

A dare conforto ai cittadini del Malawi, per i tre quarti di religione cristiana, c’e’ la fede. Il governo ha fatto dietrofront rispetto alla chiusura della chiese, posticipandola a dopo la Pasqua. “Faremo celebrazioni all’aperto, in grandi spazi che ci permetteranno di mantenere la distanza” dice padre Gamba. Convinto che la questione religiosa non sia secondaria. “La fede del popolo del Malawi e’ incrollabile, difficile da immaginare” sottolinea. “Nella preghiera si sentono protetti, forse e’ l’unico modo per contrastare la paura che viene dal sentire quello che sta succedendo nel mondo e sperare che qui non provochi il disastro che molti temono”.

La popolazione e’ molto giovane. “Certo c’e’ la presenza cronica della malaria – dice padre Gamba – ma il 70% degli abitanti ha meno di 30 anni, e’ forte e potrebbe essere piu’ pronta al virus”. In qualunque situazione gli abitanti del Malawi si fanno forza: “E’ molto diffuso un approccio fatalista, che a volte e’ anche fiducia che le cose andranno bene” dice il missionario. “In questi giorni lo sto vedendo anche in Italia questo spirito, appeso ai vostri balconi: quella frase ‘andra’ tutto bene’ e’ molto africana, sembra arrivi proprio dal Malawi“.

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