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Emergenza Coronavirus: i benzinai chiudono

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Emergenza Coronavirus, i benzinai chiudono: si comincia domani con quelli lungo la rete autostradale poi toccherà anche agli altri

Emergenza Coronavirus, i benzinai chiudono: si comincia domani con quelli lungo la rete autostradale poi toccherà anche agli altri

I benzinai, come annunciato nelle scorse ore, chiudono per l’emergenza Coronavirus Covid-19 che da ormai oltre un mese sta colpendo l’Italia con i contagi.

Gli impianti di rifornimento carburanti “cominceranno a chiudere: da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali, e, via via, tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria”.

Lo segnalano, spiega l’agenzia di stampa Dire (www.dire.it), i gestori delle stazioni di servizio rappresentati dai sindacati Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl, Figisc/Anisa-Confcommercio, evidenziando che, nell’ambito della lotta al corovirus, “da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria né la sostenibilità economica del servizio”.

In particolare, le sigle dei benzinai dicono di voler tutelare “100.000 persone che hanno continuato a fare il loro lavoro, ridotto mediamente dell’85%, a rischio della propria incolumità e mettendo in pericolo la propria salute, presidiando fisicamente il territorio, rimanendo dove sono sempre state e dove ogni cittadino di questo Paese è abituato a trovarle ogni giorno, vale a dire in mezzo alla strada”.

Auto bloccate in Calabria

Sono circa 75 le autovetture ancora ferme a Villa San Giovanni (Reggio Calabria), in attesa, da ieri sera, di poter attraversare lo Stretto e rientrare in Sicilia. Complessivamente si tratta di circa 150 persone che, in virtù dell’entrata in vigore del dpcm del 22 marzo 2020al momento non sono state autorizzate a transitare. Secondo quanto appreso dalla Dire da fonti della Prefettura di Reggio Calabria, si tratta di lavoratori impegnati in fabbriche del Nord Italia, al momento chiuse, e di docenti. Tra questi anche alcuni camper con famiglie rom.

Esasperato dalla lunga attesa questa mattina un gruppo di persone ha cercato di bloccare pacificamente l’attraversamento dei mezzi pesanti, ancora consentito. Ad aggravare la situazione, creando maggiori code agli imbarchi, vi è anche la sensibile diminuzione del numero delle navi traghetto: al momento sono garantite solo quattro corseimpegnate tra le due sponde dello Stretto. La Protezione civile sta comunque garantendo l’assistenza necessaria per affrontare i disagi. Le istituzioni locali sono in attesa di avere ulteriori indicazioni dal governo per gestire la situazione.

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