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Artrite reumatoide: da analisi genetica indicazioni sul rischio

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Un’analisi genetica potrebbe predire il rischio di ammalarsi di artrite reumatoide secondo i risultati di una metanalisi pubblicata su Rheumatology

Un’analisi genetica potrebbe predire il rischio di ammalarsi di artrite reumatoide? E’ quanto sembrerebbero suggerire i risultati di una metanalisi pubblicata su Rheumatology che ha documentato l’esistenza di un’associazione causa-effetto negativa tra la lunghezza dei telomeri cromosomiali e il rischio di artrite reumatoide (AR).

Nello specifico, dalla metanalisi è emerso che i pazienti con AR mostravano telomeri significativamente più corti rispetto ai controlli, mentre il riscontro di telomeri geneticamente più lunghi era in grado di predire un minor rischio di sviluppo di malattia.

Lo studio

Per prima cosa è stata condotta una ricerca sistematica della letteratura sui principali database bibliografici biomedici (Pubmed, Web of Science, Cochrane Library) per l’identificazione degli studi che avevano valutato l’associazione tra la lunghezza dei telomeri e l’artrite reumatoide (AR). I dati raccolti dai ricercatori per ciascuno studio erano relativi alla popolazione reclutatata, al disegno della sperimentazione, alle dimensioni numeriche del campione, ai saggi utilizzati per misurare la lunghezza telomerica e alle dimensioni dell’effetto (ES) dell’associazione sopra indicata. La qualità metodologica degli studi è stata valutata mediante scala ad hoc (the modified Newcastle-Ottawa Scale).

Per ciascuno degli studi considerati è stata effettuata una normalizzazione della lunghezza dei telomeri dei pazienti con AR rispetto alla lunghezza telomerica dei controlli.

Sono state prese in considerazione anche le statistiche riassuntive di studi pregressi di associazione genomica di pazienti con AR: ciò ha portato ad individuare 7 polimorfismi a nucleotide singolo (SNP) legati alla lunghezza telomerica per l’impiego come variabili nel processo di randomizzazione Mendeliana.

Utilizzando strumenti matematico statistici ad hoc, è stata valutata l’associazione della lunghezza telomerica geneticamente predetta con il rischio di AR, mentre sono state utilizzate analisi di sensitività per confermare la stabilità dell’associazione tra la lunghezza telomerica e l’AR.

La ricerca sistematica della letteratura ha portato ad individuare 11 studi per la successiva metanalisi, per un totale di 911 pazienti con AR e 2.498 controlli.

Nel complesso, i pazienti con AR hanno presentato una lunghezza dei telomeri significativamente ridotta rispetto ai controlli (SMD: -0,50; IC95%: -0,88;  -0,11; p =0,012).

Su 7 polimorfismi a nucleotide singolo selezionati,due sono risultati associati ad una riduzione del rischio di AR (p =0,009 e p =0,006, rispettivamente). Inoltre, l’utilizzo di un sistema statistico ad hoc ha mostrato che l’avere una lunghezza telomerica maggiore geneticamente predetta si associava ad una riduzione del rischio di AR pari al 32% (OR=0,68; IC95%: 0,54-0,86; p =0,002).

Infine, l’analisi di sensitività ha confermato la robustezza statistica dell’associazione tra lunghezza telomerica e rischio di AR.

Riassumendo

In conclusione, la metanalisi suggerisce l’esistenza di un’associazione causale tra la maggior lunghezza telomerica e la riduzione del rischio di AR. Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno  sottolineato che i dati utilizzati per le analisi di randomizzazione Mendeliana derivavano da partecipanti allo studio di discendenza europea, come nel caso dei pazienti degli studi utilizzati per la metanalisi. Pertanto, è possibile che tali risultati non possano essere generalizzabili ad individui appartenenti ad etnie diverse.

Per questi motivi, concludono i ricercatori, sono necessari ulteriori studi per approfondire i meccanismi che sono sottostanti alla relazione sopra indicata.

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