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Rc auto familiare: cosa cambia per gli assicurati

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Assicurare l’auto in Italia costa un po’ meno: la buona notizia arriva dall’Osservatorio RC auto di Facile.it: serve il 2,7% in meno rispetto a gennaio 2019 e il 5,5% in meno rispetto a marzo 2018

Rc auto familiare: introdotta dal Decreto Fiscale Dl 124/2019, aumenta i vantaggi per gli assicurati già previsti dalla legge Bersani del 2007

Entrata ufficialmente in vigore lo scorso 16 febbraio, l’Rc auto familiare, introdotta dal Decreto Fiscale Dl 124/2019, aumenta i vantaggi per gli assicurati già previsti dalla legge Bersani del 2007.

Tale novità introduce dei cambiamenti essenziali nel mondo delle assicurazioni: i cittadini potranno infatti ottenere la classe di merito più conveniente tra quelle applicate per i veicoli di proprietà dello stesso nucleo familiare, e sarà valida sia per i nuovi contratti che per i rinnovi di quelli già esistenti. Non solo. La classe di merito può essere trasferita anche tra veicoli che appartengono a diverse tipologie: dalla propria auto alla moto o dall’auto al furgone.

Non potranno tuttavia godere di tale agevolazione gli assicurati che, negli ultimi 5 anni, hanno provocato un sinistro con colpa.

Una novità che, spiega il Codacons, interessa circa 3 milioni di famiglie italiane e che potrebbe determinare vantaggi economici fino a 1.000 euro annui a nucleo sulla spesa relativa all’rc auto.

“A partire dall’introduzione della novità le compagnie di assicurazioni non avranno più scuse e saranno obbligate ad applicare l’Rc auto familiare ai clienti che ne faranno richiesta – spiega il presidente Carlo Rienzi –. In caso di rifiuto o di ostacoli nell’esercizio di tale diritto, si configurerebbe una violazione delle norme vigenti, e per questo invitiamo i consumatori a segnalare al Codacons qualsiasi comportamento scorretto che porterebbe ad una raffica di denunce penali”.

“Non solo. I vantaggi per gli assicurati potrebbero essere del tutto vanificati dalla decisione delle imprese assicuratrici di aumentare in modo generalizzato le tariffe: in tal caso si profilerebbe una violazione delle norme sulla concorrenza, con conseguente esposto del Codacons all’Antitrust” conclude Rienzi.

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