Corriere Nazionale

Fontana con Actor Dei fino al 6 gennaio al Trianon Viviani

Lo spettacolo Actor Dei con Attilio Fontana che ripercorre in musica la vita di Padre Pio in scena fino al 6 gennaio al Trianon Viviani di Napoli

Lo spettacolo Actor Dei con Attilio Fontana che ripercorre in musica la vita di Padre Pio in scena fino al 6 gennaio al Trianon Viviani di Napoli

Uno spettacolo mediterraneo, che sa delle nostre radici, di ulivo, dei nostri nonni ed e’ nel nostro sangue”. Cosi’ alla Dire (www.dire.it) Attilio Fontana definisce il musical Actor Dei – L’attore di Dio che sarà in scena fino al 6 gennaio, al Trianon Viviani di Napoli.

Lo spettacolo Actor Dei, fortemente voluto dallo stesso Fontana, ripercorre in musica, dal pop alla pizzica, i momenti salienti della vita di San Pio e si concentra su “il popolo che lo ha “sposato”, quello che lo ha tradito, quello che ci ha creduto e quello che non ci ha creduto”.

L’opera racconta un pezzo della storia del nostro Paese senza avere, ci tiene a precisare l’attore e musicista romano, nessun intento “moralizzatore” e, soprattutto, non chiede a nessuno di essere cattolico per essere vista.

Quella di Padre Pio e’ la storia di “un uomo straordinario. E il miracolo concreto che ha fatto, per chi crede o no, e’ quello di aver realizzato – sottolinea Fontana – un ospedale che oggi cura oltre tremila pazienti l’anno”. “Actor Dei – L’attore di Dio” e’ infatti strettamente legato a La Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, struttura creata e inaugurata dal santo il 5 maggio 1956, tanto che una parte dei diritti e dei ricavi e’ proprio a lei destinata.

Con le sue canzoni, Fontana ha firmato sia i testi che la direzione musicale: il musical si rivolge soprattutto ai giovani perche’, ammette l’artista, “si sta un po’ perdendo il senso di questo santo” che in vita, cosi’ dopo la morte, e’ stato oggetto di aspre critiche in ambienti ecclesiastici e non.

Quella di “Actor Dei” e’ una produzione rara in Italia: quasi 40 tra attori, ballerini e cantanti in scenaassenza di dialoghi e narrazione affidata esclusivamente alle canzoni, in puro stile musical americano, e una sceneggiatura frutto di un lungo lavoro storiografico.

Oltre a Fontana, vi hanno preso parte, Mariagrazia Fontana, Francesco Ventura, Antonio Carluccio, Michela Andreozzi e Federico Capranica.

Il poliedrico Fontana e’ poi anche l’interprete principale dell’opera diretta da Bruno Garofalo: un ruolo, confessa, “che dieci anni fa non mi sentivo di fare perche’ erano troppe le responsabilita’ e perche’ si tratta di un personaggio molto delicato che chiede di entrare in luoghi non comodi”.

E se oggi la sfida “Padre Pio” puo’ dirsi vinta – grazie al successo di critica e pubblico e al fatto che “Actor Dei” sia stata scelta come opera ufficiale per rappresentare il santo di Pietralcina -, Attilio Fontana e’ pronto a viverne un’altra, anche questa legata alla musica e in qualche modo alla fede.

Si tratta del suo nuovo singolo dal provocatorio titolo “Gesu’ (l’ultimo comunista)” feat Ivan Granatino. “Una provocazione – ammette il cantautore – dal titolo forte. Mi piaceva usare questo ossimoro per raccontare un valore che stiamo perdendo. Siamo diventati psicotici di una societa’ che celebra solo numeri, solo estetica sfrenata e vanita’. Mi piace l’idea che questa canzone possa scatenare un pensiero o un dibattito senza conflitto anche se – ammette – sto ricevendo commenti di gente che se la prende un po’ perche’ utilizzo Gesu’, simbolo molto forte, per far pensare”. “C’e’ anche – sottolinea l’interprete riferendosi alla vita reale – chi lo fa peggio di me, in maniera manipolatoria, e non ce ne accorgiamo: e’ questa la provocazione di questo brano”.

Ad accompagnare il brano un video “duro”: su un ring, a simboleggiare il mondo che ci circonda, con Gesu’ si muovono “una cubista, un culturista, un prete che lo rimprovera con un rosario d’oro, e un uomo con la felpa verde e la faccia da porco che si fa un selfie con lui pur di avere consensi”. “È uno schiaffo, anche a me – conclude Fontana – a come siamo diventati e a come non riusciamo a riflettere su quello che ci arriva”.

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