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Tumore al seno: prevenzione e fattori di rischio per una diagnosi precoce

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Tumore al seno: la prevenzione è fondamentale. Se scoperto quando è allo stadio zero, la percentuale di sopravvivenza a 5 anni delle pazienti è del 98%

Il tumore al seno è la neoplasia più comune tra le donne, a causa della quale si ammala, ogni anno in Italia, 1 donna su 91. Il cancro al seno ha anche il triste primato di essere la prima causa di decesso per tumore fra le donne, se la diagnosi avviene troppo tardi. La prevenzione, pertanto, assume importanza vitale.

La causa della formazione del tumore al seno è una produzione fuori controllo di alcune cellule delle ghiandole mammarie. Le cellule prodotte in eccesso diventano maligne e possono diffondersi migrando e attecchendo nei tessuti circostanti. Il tumore al seno viene classificato in:

Il tipo di tumore al seno più comune è quello che si sviluppa nelle cellule legate alle ghiandole mammarie (cellule lobulari) o quelle dei dotti galattofori (tipologia che riguarda ben il 70% dei casi di cancro2).

Alcuni fattori di rischio sono associati all’aumento dei casi di insorgenza di questa specifica forma di tumore:

Per intervenire tempestivamente occorre fare una diagnosi quanto più precoce possibile. Infatti, se il tumore viene scoperto quando è allo stadio zero (in situ), la percentuale di sopravvivenza a 5 anni delle pazienti trattate è del 98%3.

Fare prevenzione contro il cancro alla mammella è importantissimo. Le donne in modo autonomo possono eseguire l’autopalpazione, per individuare noduli, secrezioni e altre irregolarità, ma occorre fare periodicamente controlli anche con medici specialisti.

La prevenzione del tumore al seno comprende anche esami specifici, come l’ecografia alla mammella, con la quale i tessuti sono scansionati alla ricerca di noduli o cisti contenenti liquido. L’esame mammografico è quello più affidabile, poiché consente di rilevare la maggior parte dei tipi di cancro al seno nelle fasi iniziali (cioè quando con la palpazione non sono ancora percepibili).

Per conoscere la propria condizione genetica e scoprire se si ha una predisposizione maggiore allo sviluppo di cancro alla mammella o all’ovaio, è possibile fare un test genetico, per individuare la mutazione del gene BRCA. Tramite un campione ematico o salivare, il DNA della paziente viene analizzato alla ricerca di mutazioni a carico dei geni BRCA1 e BRCA24.

Per maggiori informazioni sul test genetico BRCA Sorgente visita il sito: www.brcasorgente.it

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Fonti:

1 I numeri del cancro 2014 – pubblicazione a cura di Aiom, Ccm e Artum

2 Nastro Rosa 2014 – LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori)

3 Airc – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro

4 Campeau PM, Foulkes WD, Tischkowitz MD. Hereditary breast cancer: New genetic developments, new therapeutic avenues.

Human Genetics 2008; 124(1):31–42

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