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Dl imprese passa in Senato con il voto di fiducia

Respinte, in Senato, le proposte di modifica del calendario: il Ddl Zan sarà in Aula il 13 luglio, data decisa a maggioranza dall’ultima capigruppo

Dl imprese in Senato, il governo Conte mette la fiducia: il provvedimento passa tra le proteste con 168 sì (110 i contrari)

L’Aula del Senato ha votato la fiducia al decreto salva-imprese, altrimenti ribattezzato Dl imprese: 168 voti favorevoli, 110 contrari, nessun astenuto. La fiducia riguardava il maxiemendamento al decreto legge recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali.

A comunicarlo all’aula di palazzo Madama, come spiega l’Agenzia Dire (www.dire.it), era stato il ministro per i Rapporti con il parlamento Federico D’Incà, spiegando che era stato presentato un maximendamento al dl imprese interamente sostitutivo uguale al testo uscito dalle commissioni di merito.

Dopo la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama, la discussione generale è iniziata nell’aula del Senato. Dopo le dichiarazioni di voto, ci sono state le operazioni di ‘chiama’ dei senatori. Alla fine il sì al Dl imprese ha ottenuto 168 voti.

FDI MOSTRA CARTELLI IN SENATO: MAI CON PD E M5S

“Mai col Pd, Mai coi 5 stelle”. Con questi cartelli i senatori di Fratelli d’Italia hanno protestato in Aula durante le dichiarazioni di voto al decreto salva imprese. La protesta è avvenuta durante l’intervento di Stefano Bertacco che ha annunciato il voto contrario del gruppo alla fiducia posta dal governo. “Ad un cartello non si risponde con un cartello, ma con qualche espulsione”, ha ironizzato il presidente di turno Roberto Calderoli.

LEGA: PER BEGHE 5S AMMAZZANO AZIENDE E PATRIMONIO TURISTICO

“Non solo i lavoratori ma anche il patrimonio turistico internazionale è sacrificato per non fare cadere a pezzi il Movimento 5 Stelle. Le loro beghe interne, i loro equilibri indirizzano i provvedimenti del Governo, come Whirpool, come Ilva, come gli ostelli. È vergognoso che l’attaccamento alla poltrona valga davvero tutto questo. Siamo schifati, non si era mai arrivati a un punto così basso. Il governo giallorosso oggi ha scelto di infliggere un colpo mortale all’Associazione Italiana Alberghi della Gioventù e quindi al turismo italiano. Fermiamo al più presto questa sciagurata esperienza di governo. Distruggono tutto ciò che toccano”. Così Gian Marco Centinaio senatore leghista già ministro del turismo.

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