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La sindrome di Greta Thunberg: parla lo psicoanalista

L'ambientalista svedese Greta Thunberg denuncia i media cinesi per accuse di fat shaming: "Un’esperienza piuttosto strana anche per me"

Ironia su Greta Thunberg per la sua sindrome. Lo psicoanalista junghiano Robert Mercurio: “E’ la portavoce di necessità che il collettivo cerca di esprimere”

“Questa ragazzina, spesso criticata per la sua sindrome, ha provato a spiegare e a parlare di qualcosa a un pubblico di politici. Alcuni di questi sono degli psicopatici e altri hanno un disturbo narcisistico di personalità estremamente grave. Greta, invece, rappresenta una forma di rivelazione dell’inconscio e tutti dovrebbero mettere da parte il loro cinismo ed ascoltarla”.

È forte il commento alla Dire (www.dire.it) di Robert Mercurio, noto psicoanalista junghiano e segretario della sede romana dell’Arpa (Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica), in merito al discorso che Greta Thunberg ha tenuto al vertice Onu sul clima.

La sedicenne sembra quasi un personaggio di una fiaba, ma cosa rappresenta dal punto di vista psicoanalitico? “Greta è un personaggio formidabile. Ci sono diverse teorie sulla nascita delle fiabe- spiega Mercurio- ma quella più accreditata ritiene che la fiaba sia il risultato di una forma di irruzione dell’inconscio nella personalità, nella coscienza, di un individuo che poi diventa anche una realtà collettiva”.

“Greta rappresenta senz’altro una irruzioni dell’inconscio. Nonostante questa adolescente- conclude Mercurio- abbia una sindrome un po’ problematica per una ragazzina, è riuscita a cogliere un movimento nell’inconscio meglio di chiunque altro e a farsi portavoce di questa necessità che l’inconscio collettivo sta cercando di esprimere”.

Il discorso all’Onu

Durante la conferenza, la giovanissima attivista svedese ha pronunciato un discorso durissimo contro l’inazione dei governi di fronte all’urgenza di rispondere al cambiamento climatico. “Ancora non siete maturi abbastanza per dire come stannno le cose. Ci state ingannando. Ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento” ha detto Thunberg durante il summit. Qui, 65 Paesi si sono “impegnati ad aumentare gli sforzi sul clima entro il 2020”, ma sono in molti, non solo tra gli attivisti, a essere rimasti insoddisfatti. “Il Summit sull’Azione climatica di oggi ha visto azioni concrete e reali da parte di governi, città, imprese e tanti altri – ha scritto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres su un social network – ma non ci siamo ancora. Serve più ambizione, più pressioni, serve la buona, vecchia ammissione della verità”.

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