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Nuovo Governo, mossa del Pd: via i vicepremier

Ultimi sondaggi politici: Lega stabile al 24%, Pd in risalita verso il 21%. Ancora un altro calo per il Movimento 5 stelle e Forza Italia

Governo giallorosso, mossa del Pd: “Via i vicepremier”. L’apertura con un tweet di Franceschini che dà ragione a Beppe Grillo. Martedì la votazione su Rousseau

Per una volta Beppe Grillo è stato convincente. “Una sfida così importante per il futuro di tutti non si blocca per un problema di ‘posti’. Serve generosità. Per riuscire a andare avanti allora cominciamo a eliminare entrambi i posti da vicepremier”. L’apertura del Partito Democratico per portare in salvo la nascita del Governo giallorosso passa per il tweet di ieri di Dario Franceschini, che, per la prima volta, proprone l’abolizione del ruolo di vicepresidente del Consiglio (carica a cui ambiva il leader M5s Luigi Di Maio e che, pare, blocchi la trattativa) .

“La proposta di Franceschini sulla nostra rinuncia al vicepremier è un altro contributo del Pd per sbloccare la situazione e aiutare il Governo a decollare. Non era e non è un veto su persone. Ma la ricerca di un un’equilibrio credibile. Non siamo attaccati a poltrone”, hanno subito commentato fonti Pd.

“Un altro contributo del @pdnetwork per sbloccare la situazione e aiutare il Governo a decollare”, scrive su Twitter il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, citando il messaggio di Franceschini sulla rinuncia ai vicepremier nel governo giallo-rosso.

Intanto, riferisce l’Agenzia Dire (www.dire.it), è atteso per domani 3 settembre, intanto, il voto degli iscritti al M5s sulla piattaforma Rousseau.

“Il programma di governo negoziato con il Partito Democratico sarà consultabile online a partire dall’inizio del voto- riporta il blog pentastellato-. Come da nostri principi e valori fondanti l’ultima parola spetta agli iscritti del MoVimento 5 Stelle. La votazione si terrà dalle 9.00 alle 18.00 Il quesito sarà: ‘Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?’“.

Il lavoro di Conte

Pd e M5S “sono due forze che hanno vissuto da antagoniste sul piano politico”, però ora “vedo un buon clima di lavoro. Sono entrambe predisposte ad un progetto comune per il bene del Paese. Sono convinto, e ne ho la riprova, che tutti sono disponibili ad accantonare il passato e a concentrarsi sull’importante progetto che non riguarda le singole forze politiche ma il bene del Paese”. Lo ha detto il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte alla festa del ‘Fatto Quotidiano’, alla Versiliana.

La discontinuità per Conte significa “aprire un’ampia stagione riformatrice per il paese, mettere in primo piano una visione sostenibile, l’economia circolare, l’innovazione tecnologica, la ricerca, l’istruzione. Cose non stratosferiche, che andavano fatte da tempo ma che cercheremo di fare con grande determinazione. Questa è la più grande novità e sfida che possiamo raccogliere”, ha poi spiegato.

“Il tema dei ministri non è la massima premura, ma in questo momento è il programma. Definendo il programma e le linee strategiche inviterò le forze politiche a sedersi intorno a un tavolo e a darmi dei loro suggerimenti, chiederò no indicazioni secche ma indicazioni aperte per consentirmi di scegliere la migliore squadra”, ha proseguito il presidente incaricato.

Conte ha poi ritenuto doveroso fare una precisazione: “Questo è il grande motivo di discussione, ma bisogna attenersi ai dati di fatto: non sono iscritto al M5S, non partecipo alle riunioni del gruppo dirigente politico, non ho mai incontrato i gruppi parlamentari, e mi farebbe piacere incontrarli la prima volta. Definirmi dei 5 stelle mi sembra una formula inappropriata. Rimane il dato che c’è molta vicinanza, li conosco da tempo, lavoro molto bene con loro e in particolare Luigi Di Maio che mi ha designato come presidente”.

All’inizio della prossima settimana, “non lunedi’, ma tra martedi’ massimo mercoledi’ dobbiamo poter chiudere e sciogliere la riserva, confido positivamente”, ha commentato Conte. Che ha aggiunto che quello del nuovo Governo “sarà un unico programma condiviso dove sarà difficile distinguere una misura che sta a cuore all’una o all’altra forza politica”.

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