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Latte vaccino solo dai 2 anni: problema proteine

Allergia al latte vaccino: secondo una revisione pubblicata su JAMA Pediatrics diagnosi eccessive, che potrebbero compromettere anche l'allattamento al seno

Bere è una necessità fondamentale fin dai primi istanti di vita: i consigli degli specialisti sull'assunzione dei liquidi in età pediatrica

Infanzia: latte vaccino solo a partire dal secondo anno di vita del bambino secondo la Società italiana di pediatria (Sip)

Il latte vaccino “può essere inserito soltanto a partire dal secondo anno di vita”. Non è vero che “si possa usare anche prima se scremato, onde evitare l’eccesso dei grassi. Non è questo il problema”. Uno stop ai falsi miti popolari quello di Annamaria Staiano, vicepresidente della Società italiana di pediatria (Sip) e professoressa del dipartimento clinico di Pediatria nell’Azienda Ospedaliera Universitaria ‘Federico II’, settore di epatologia, gastroenterologia, endoscopia e motilità digestiva, intervistata dall’agenzia Dire (www.dire.it).

La verità, infatti, è che “non si tratta di un problema di grassi, perché questi sono presenti in quantità quasi uguali nel latte formulato e in quello materno. È la qualità dei grassi a cambiare e soprattutto– continua la professoressa di pediatria generale e specialistica- le proteine“.

Nel latte vaccino, infatti, le proteine sono “quasi il triplo, stimolano alcuni ormoni e rappresentano un fattore di rischio, fra i tanti, soprattutto per lo sviluppo dell’obesità”. Sulla sponda del ‘veg’, invece, la dottoressa Staiano conferma la linea secondo cui “gli studi non sembrano mostrare delle differenze tra macro e micro nutrienti nelle mamme che seguono un’alimentazione normale rispetto a quelle che fanno una scelta vegana o vegetariana. Ovviamente, se correttamente supportata dalle dovute integrazioni di vitamina B12, calcio o ferro”, aggiunge Staiano. In età pediatrica, invece, è importante “una dieta bilanciata e il supporto di un nutrizionista per evitare carenze di micro-nutrienti. Perché nel primo anno di vita queste possono portare a complicanze molto severe”, conclude la professoressa.

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