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Fibromialgia e disagio lavorativo: un nuovo studio

In uno studio di fase III, ciclobenzaprina non è riuscita a raggiungere una significatività statistica nel ridurre il dolore da fibromialgia

Fibromialgia, dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia una proposta di Legge per riconoscere la natura cronica e invalidante della patologia

Fibromialgia e disagio lavorativo, al via uno studio sugli “accomodamenti ragionevoli”: la ricerca, promossa da CFU, Asphi, CISL e ISAL, avrà come obiettivo quello di mantenere al lavoro i pazienti e migliorare la loro vita professionale

La Fondazione Asphi ha sottoscritto con CFU (Comitato Fibromialgici Uniti)CISL e la Fondazione ISAL un protocollo per la realizzazione di una ricerca sul disagio lavorativo delle persone con fibromialgia. La ricerca mira a mettere in evidenza le barriere e i facilitatori che hanno influenza sulla qualità del lavoro, intesa non solo come prestazione lavorativa ma anche come qualità delle relazioni, livello di partecipazione, comunicazione e tutti gli aspetti che compongono la vita professionale di una persona all’interno di un’organizzazione.

Lo studio intende offrire un importante contributo, supportato da dati quantitativi e qualitativi, nel percorso di consapevolezza, rivolto al mondo del lavoro e alla società, circa le problematiche legate al dolore cronico e a tutte le sue conseguenze, soprattutto quando queste all’esterno non sono di immediata percezione.

In questi giorni è partita la fase della diffusione e somministrazione del questionario legato alla ricerca,per le persone con fibromialgia che lavorano o che abbiano lavorato. I risultati saranno uno strumento utile per l’approccio al mondo delle imprese, le quali, assumendo maggiore competenza sull’argomento, potranno eliminare pregiudizi e barriere, con positive ricadute sul proprio ruolo sociale e sulla propria reputazione.

Per partecipare al sondaggio clicca QUI.

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