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Apnee notturne: l’importanza della diagnosi precoce

Per i pazienti con apnee notturne Fondazione Poliambulanza attiva un percorso ad hoc perché dormire male accorcia la vita

Il 16 Marzo è la Giornata mondiale del sonno (World Sleep Day)

Apnee notturne, tanti ne soffrono senza saperlo e a rischiare è il cuore: per gli esperti la diagnosi precoce porta alla guarigione

La Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas) colpisce uomini e donne, adulti e bambini, ma la percentuale è più alta per il sesso maschile: 13-14,3% contro il 5, 5-6% di quello femminile. Nella popolazione adulta si supera il 15% per gli over 70, con un valore del 25% intorno agli 80 anni. Oltre l’85% con un quadro clinico di Osas non si è mai sottoposto ad esame. Un disturbo respiratorio del sonno, che seppur molto comune, può pregiudicare la qualità della vita e avere effetti dannosi per la salute se non diagnosticata in tempo.

“La Sindrome delle apnee ostruttive del sonno è una condizione morbosa caratterizzata da ripetute interruzioni temporanee della respirazione durante il sonno (apnee) o rallentamenti del flusso aereo nelle late vie respiratorie di almeno il 30% (ipoapnee) – spiega all’Agenzia Dire (www.dire.it)Rosario Cerruto, esperto di disturbi ostruttivi del sonno e responsabile del Servizio di Otorinolaringoiatria del Gruppo INI-Istituto Neurotraumatologico Italiano –. Negli adulti si parla di Osas quando la frequenza delle apnee/ipoapnee è uguale o superiore a 5 ogni ora e ciascun evento ha una durata maggiore a 10 secondi. Nel bambino si ha positività per la patologia già anche con un episodio ogni ora”.

“Le apnee e ipoapnee sono causate da ostruzioni complete o parziali delle prime vie aeree durante il sonno, con conseguente ipossia, ipercapnia e frammentazione del sonno– prosegue l’esperto- Questi fattori possono a loro volta determinare l’aumento della coaguabilità del sangue con aumento del rischio di trombosi, l’attivazione del sistema nervoso periferico con una maggiore produzione di adrenalina, l’alterazione della circolazione del sangue, aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Si innescano dunque una serie di meccanismi in grado di generare complicanze anche gravi: alterazioni endoteliali, della coagulazione, cardio-cerebrovascolari come ipertensione arteriosa, aritmie, ictus, ischemie”.

Ma quali sono i primi segnali di allarme?

Per gli adulti: stanchezza diurna, emicrania mattutina, affaticamento, sonnolenza, difficoltà di concentrazione; la notte russamento abituale intermittente, sete, bocca secca, senso di soffocamento, sonno disturbato con risvegli improvvisi. Nei bambini, invece, si riscontrano problemi neurocomportamentali, iperattività, difficoltà nell’apprendimento, riduzione dell’attenzione, irritabilità.

“In caso di Osas la diagnosi precoce è fondamentale- osserva Cerruto- Se la patologia è ancora in fase di insorgenza la terapia può portare a risultati di guarigione verso le complicanze cardio-cerebrovascolari. L’esame diagnostico, la polisonnografia a domicilio, un monitoraggio cardio-respiratorio, è molto semplice: la sera si applica un apparecchio sul petto del paziente che registra alcuni parametri cardio-respiratori del sonno e il mattino successivo si esegue l’analisi del tracciato registrato. In questo modo si definirà la presenza o meno della patologia, il grado lieve, moderato o severo, e il sospetto di altre malattie polmonari, neurologiche o cardiologiche. Soprattutto si potrà indirizzare il paziente verso il percorso terapeutico migliore”.

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