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Aquila di Bonelli: Sicilia dona un esemplare alla Sardegna

In Sicilia il team del progetto LIFE ConRaSi ha constatato l’esistenza di due adulti di Aquila di Bonelli, specie a rischio estinzione, fino a ieri sconosciuti agli esperti 

In Sicilia il team del progetto LIFE ConRaSi ha constatato l’esistenza di due adulti di Aquila di Bonelli, specie a rischio estinzione, fino a ieri sconosciuti agli esperti 

Esemplare di Aquila di Bonelli trasferito dalla provincia di Agrigento al Parco Regionale di Tepilora, in provincia di Nuoro per ripopolare l’Isola

Uno dei primi importanti risultati della collaborazione tra i progetti Aquila a-Life e Life ConRaSi è stato il trasferimento di una giovane aquila di Bonelli dalla provincia di Agrigento al Parco Regionale di Tepilora, in provincia di Nuoro. Battore, che ha 55 giorni, è ora all’interno delle voliera di adattamento allestita dall’Agenzia regionale Forestas, in attesa di crescere e familiarizzare con l’ambiente naturale circostante e tra qualche settimana sarà lasciato libero di volare nei cieli sardi.

Dato che negli ultimi anni in Sicilia il numero di esemplari di aquila di Bonelli è cresciuto in modo consistente, dopo un approfondito studio di sostenibilità e previa l’autorizzazione della Regione Siciliana, gli esperti dei due progetti hanno ritenuto fattibile destinare alla Sardegna un pulcino nato dalla popolazione selvatica siciliana. La specie ha potuto evitare l’estinzione in Sicilia grazie al lavoro dei volontari del Gruppo Tutela Rapaci e, dal 2016, al progetto LIFE Conrasi, coordinato dal WWF Italia e finanziato, come tutti i progetti LIFE, dalla Commissione Europea.

Oggi, dopo quasi dieci anni di azioni di tutela, sono presenti in Sicilia 45 coppie di questa magnifica aquila mediterranea.

Mentre in Sicilia gli sforzi di conservazione in atto stanno allontando questo raro rapace dal rischio di estinzione locale, in Sardegna la recente totale scomparsa della specie viene affrontata reintroducendola grazie a individui provenienti dalla Spagna, dalla Francia e, appunto, dalla Sicilia. Lo scorso anno l’associazione naturalistica spagnola GREFA ha infatti trasferito via nave in Sardegna le prime cinque giovani aquile. In Sicilia anche quest’anno, altre otto giovani aquile sono state dotate di trasmettitore satellitare GPS portando così a 24  gli esemplari quotidianamente monitorati grazie a questa tecnologia.

La popolazione siciliana di aquila di Bonelli  attualmente costituisce l’intero contingente italiano, concentrato tutto nell’isola.

I censimenti condotti in Sicilia a metà degli anni ‘80, facevano registrare appena 17 coppie riproduttive. Agli inizi del decennio la popolazione constava non più di 25 coppie. Questi animali sono stati vittime di un particolare tipo di bracconaggio che li ha portati sull’orlo dell’estinzione: il furto di giovani e di uova dai nidi che vengono venduti illegalmente in Italia, in Europa e in Medio oriente con notevoli guadagni.

Un individuo di Aquila di Bonelli accompagnato da documenti falsi o riciclati può valere 15 mila euro. Il fenomeno del saccheggio dei nidi fu scoperto nel 2010, allorquando dei bracconieri, durante un monitoraggio ad un sito, furono colti in fragranza di reato. Da quel momento le indagini investigative condotte dalle procure siciliane, dal Corpo Forestale della Regione Siciliana e dai Carabinieri Forestali hanno portato all’individuazione di una decina di aquile provenienti dalla Sicilia e detenute illegalmente in Italia.

Il LIFE ConRaSi non agisce solo in favore dell’Aquila di Bonelli: altre azioni sono rivolte alla conservazione del Falco Lanario (in Sicilia vive circa il 70% del numero totale di coppie riproduttive presenti in Italia) e del Capovaccaio, un picco avvoltoio presente in Sicilia con appena 8 coppie, che rappresentano anche in questo caso la quasi totalità della popolazione nazionale.

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