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Giornata delle api: una risorsa del Pianeta da tutelare

Negli ultimi cinque anni sono scomparsi 10 milioni di alveari nel mondo: la Cia Agricoltori Italiani lancia l'allarme per le api, sempre più a rischio

Nuove regole per gli apicoltori in materia di movimentazioni con la comunicazione e la registrazione nella Banca Dati Apistica nazionale (BDA)

Giornata mondiale delle api: svolgono un lavoro vitale per la Terra ma tra pesticidi e cambiamenti climatici sono in declino in tutta Europa

Le api, celebrate oggi dalla Giornata mondiale a loro dedicata, sono la cartina di tornasole dello stato di salute dell’ambiente perché ottimi bio-indicatori e da loro dipende anche la disponibilità di cibo che portiamo sulle nostre tavole. Conosciute per la loro grande operosità e la produzione di miele, nettare degli dei, le api svolgono un lavoro vitale per la Terra.

L’impollinazione delle api è un servizio ecosistemico essenziale e irrinunciabile, in assenza del quale perderemmo la biodiversità, metteremmo a rischio la sicurezza alimentare e la varietà di cibi locali che portiamo sulle nostre tavole. Senza questi preziosissimi insetti difficilmente saremmo circondati da piante, domestiche e selvatiche, erbe e fiori che caratterizzano il paesaggio mediterraneo, quello delle aree interne e della costa, fino al verde cittadino e delle aree urbane.

È la nostra stessa dieta e sicurezza alimentare a dipendere da loro. Frutta e verdura come ciliegie, fragole, zucca, carote, girasoli, mele, mandorle, cacao e molto altro ancora non farebbero parte della nostra dieta.

Secondo gli ultimi dati della Fao, il 90% delle specie di piante dipende dall’impollinazione degli insetti e oltre il 75% delle colture alimentari e del cibo dipende dall’azione di impollinazione. Eppure, nonostante questi dati, il 37% delle api è in declino in Europa. Cambiamento climatico, inquinamento, pesticidi, agricoltura intensiva, frammentazione degli habitat e specie aliene invasive rappresentano le principali minacce per questi preziosissimi insetti. Nella lista rossa della IUCN sono state valutate a rischio di estinzione 58 delle 130 specie di api che contribuiscono all’impollinazione di colture alimentari in Europa e Nord America.

Il rischio di estinzione e la perdita di colonie di api comporta la riduzione della produzione dei mieli con perdite derivanti dalla contrazione del mercato e elevati costi ambientali.

Come proteggerle

Siepi, prati fioriti e altri habitat naturali sono rifugio per le api e luogo ideale dove possono rifocillarsi in campagna e in città. Nella vita di tutti i giorni, possiamo compiere scelte orientate alla tutela delle api, realizzando ad esempio dei piccoli spazi verdi (piccoli orti urbani, giardini, coltivando sul balcone o davanzali piante nettarifere) dove le api possano vivere e garantire l’impollinazione delle altre piante, evitando l’impiego di insetticidi, fungicidi ed erbicidi nocivi per gli insetti impollinatori.

Sempre meno miele italiano sul mercato

In questo quadro le importazioni di miele dall’estero sono state pari a 27,8 milioni di chili in aumento del 18% rispetto all’anno precedente, con quasi la metà che arriva da Ungheria (11,3 milioni di chili) e Cina (2,5 milioni di chili) che ha avuto in passato gravi problemi di sicurezza alimentare.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat in occasione della giornata mondiale delle api, istituita dall’Onu nel 2018.

Sugli scaffali dei negozi e supermercati – sottolinea la Coldiretti – piu’ di un vaso su due contiene in realtà miele dall’estero. Lo scorso anno la produzione nazionale finale è stata infatti di 22 milioni di chili grazie soprattutto al Centro e al Nord Italia dove gli apicoltori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo dopo molte annate negative mentre al Sud l’andamento climatico ha pregiudicato i raccolti per tutto l’anno a partire dal miele di agrumi le cui rese sono state molto scarse, soprattutto in Sicilia.

Quest’anno però da Nord a Sud del Paese la produzione di miele fa segnare cali dal 70% al 90% a causa dell’andamento climatico siccitoso del mese di marzo seguito da un mese di aprile e maggio dal meteo particolarmente capriccioso caratterizzato da vento, pioggia e sbalzi termici che non ha consentito alle api neanche di trovare nettare sufficiente da portare nell’alveare.

La pazza primavera ha creato gravi problemi agli alveari con il maltempo che ha compromesso molte fioriture e le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare. Il poco miele che sono riuscite a produrre se lo mangiano per sopravvivere. “Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica” consiglia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti.

La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

 

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