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Dipinto di Nomellini su Isadora Duncan torna riunito dopo 30 anni

Esposto al pubblico dopo 30 anni nelle due parti riunite, il dipinto “Gioia” di Plinio Nomellini su Isadora Duncan: una parte è stata prestata da Silvio Berlusconi

Esposto al pubblico dopo 30 anni nelle due parti riunite, il dipinto “Gioia” di Plinio Nomellini su Isadora Duncan: una parte è stata prestata da Silvio Berlusconi

Esposto al pubblico dopo 30 anni nelle due parti riunite, il dipinto “Gioia” di Plinio Nomellini su Isadora Duncan: una parte è stata prestata da Silvio Berlusconi

Esposto al pubblico dopo 30 anni, nelle due parti riunite, il dipinto ‘Gioia’ in cui Plinio Nomellini ha ritratto Isadora Duncan. Una parte del quadro è stata prestata dal suo proprietario Silvio Berlusconi per la prima mostra sulla danzatrice americana allestita dal 13 aprile al 22 settembre a Villa Bardini e al Museo Stefano Bardini. L’esposizione, a cura di Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi, in collaborazione con Rossella Campana, Eleonora Barbara Nomellini e Patrizia Veroli, è promossa da Fondazione CR Firenze e da Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, con il patrocinio del Comune di Firenze.

Plinio Nomellini realizza il grande dipinto tra il 1913 e il 1914, dopo aver visto Isadora danzare sulla spiaggia di Viareggio e dopo averne tratto disegni e uno studio. Lo espone alla mostra della Secessione romana nel 1914, data con cui completa la sua firma e, subito dopo, come scrisse in una lettera alla Duse, oggi in mostra, tolse la tela da telaio e lo arrotolò e nel 1935 lo divise in due parti (il quando intero misura circa 200 x 360 cm) ma non ne sono noti i motivi.

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Il  dipinto intero fu di nuovo esposto solo nel 1966 nella mostra curata da Raffaele Monti e da Giacinto Nudi, con un saggio introduttivo di Carlo Ludovico Ragghianti, per il centenario della nascita di Nomellini, al Museo Fattori di Livorno e a Palazzo Strozzi a Firenze. In quell’occasione il dipinto fu intitolato ‘Gioia tirrena’. Fu nuovamente ricomposto nel 1989, in occasione della mostra “Nomellini/ La Versilia” al Palazzo Mediceo di Seravezza dove, nel 1989, l’opera fu veduta da Carla Fracci e da Beppe Menegatti i quali ne usarono la riproduzione gigante nello spettacolo “Eleonora Duse – Isadora Duncan. Adieu et au revoir” del 1990. Plinio Nomellini, simbolista nel profondo, ha compreso perfettamente l’essenza della danza di Isadora, la sua passione per la pittura di Botticelli, e ne restituisce un’immagine antica e nuovissima al contempo: Isadora, gioiosa menade dalla testa riversa, avvolta in un vitalistico drappo rosso, sembra generata dalle onde del mare, moderna venere botticelliana. Sono quindi 30 anni che il dipinto, oggiproposto in mostra con le due parti affiancate, non viene esposto al pubblico

La straordinaria disponibilità di Silvio Berlusconi, sottolinea la curatrice Maria Flora Giubilei, ‘’consente, eccezionalmente, di offrire ai visitatori della mostra un prezioso documento in cui arti visive, danza e natura, grazie a un’esecuzione pittorica virtuosa e fluente, danno vita a una immagine travolgente e suggestiva di straordinario impatto simbolico’’.

“A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia”

Villa Bardini (Costa San Giorgio 2) e Museo Stefano Bardini (via dei Renai 37)
Dal 13 aprile al 22 settembre
Orario: 10-19, chiuso i lunedì feriali, ultimo ingresso ore 18.00; bigliettiintero € 10.00, ridotto € 5.00.
Tel 055 20066233 (da lunedì al venerdì 15-18 e mercoledì 10-13)
eventi@villabardini.it
www.villabardini.it

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