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Il rapporto tra Boldini e la moda in una mostra a Ferrara

Giovanni Boldini La signora in rosa (Olivia Concha de Fontecilla), 1916 Olio su tela, cm 163 x 113 Ferrara, Museo Giovanni Boldini

Giovanni Boldini La signora in rosa (Olivia Concha de Fontecilla), 1916 Olio su tela, cm 163 x 113 Ferrara, Museo Giovanni Boldini

Fino al 2 giugno al Palazzo dei Diamanti di Ferrara  un suggestivo percorso composto da quasi centrotrenta opere riunisce splendidi dipinti, disegni e incisioni di Boldini e dei colleghi Degas, Manet, Sargent, Seurat,  a meravigliosi abiti d’epoca, libri e accessori preziosi

Giovanni Boldini La signora in rosa (Olivia Concha de Fontecilla), 1916 Olio su tela, cm 163 x 113 Ferrara, Museo Giovanni Boldini
Giovanni Boldini. La signora in rosa (Olivia Concha de Fontecilla), 1916. Olio su tela, cm 163 x 113. Ferrara, Museo Giovanni Boldini

Nel luglio del 1931, in occasione della prima retrospettiva allestita a Parigi, «Vogue» dedicava a Boldini, scomparso solo qualche mese prima, un articolo dal titolo emblematico: Giovanni Boldini. Pittore dell’eleganza. Nel momento in cui il ritrattista che per decenni era stato l’arbitro del gusto parigino lasciava la scena iniziava il mito di un artista che, avendo dato vita a un canone di bellezza moderno e dirompente, avrebbe ispirato generazioni di stilisti, da Christian Dior a Giorgio Armani, da Alexander McQueen a John Galliano.

Il magnetismo dei ritratti di Boldini, nei quali i suoi modelli appaiono mondani, sicuri di sé e del proprio potere di seduzione, deve molto al rapporto che il pittore ebbe con la nascente industria della moda alla quale, a sua volta, dette un contributo notevole. Organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Museo Giovanni Boldini di Ferrara, la mostra Boldini e la moda racconta per la prima volta la storia di questo affascinante legame: frutto di un lungo studio che attraverso i documenti ha permesso la ricostruzione della fitta rete di rapporti sociali e professionali dell’artista, la rassegna illustra infatti come Boldini fu capace di farsi interprete della moda del tempo fino a giungere a influenzarne le scelte, al pari di un contemporaneo trendsetter.

Affermatosi nella Parigi tra Otto e Novecento, crocevia di ogni tendenza del gusto e della modernità, Boldini ha immortalato la voluttuosa eleganza delle élite cosmopolite della Belle Époque. Il suo talentuoso pennello ha consegnato alla posterità le immagini dei protagonisti di quell’epoca mitica – da Robert de Montesquiou a Cléo de Mérode alla marchesa Casati – concorrendo a fare di loro delle vere e proprie icone glamour.

Mostra Boldini e la Moda, Manifattura italiana
Abito da pomeriggio, c. 1886
Roma, Tirelli (Fondazione Tirelli Trappetti)

Colta inizialmente per quel suo essere quintessenza della vita moderna, elemento che ancòra l’opera alla contemporaneità, la moda diviene ben presto un attributo distintivo della sua ritrattistica. Grazie ad una pittura che unisce una pennellata nervosa e dinamica all’enfatizzazione di pose manierate e sensuali, e con la complicità delle creazioni dei grandi couturier Worth, Doucet, Poiret e le Sorelle Callot, Boldini dà vita a una personale declinazione del ritratto di società che diviene un vero e proprio canone, modello di stile e tendenza che anticipa formule e linguaggi del cinema e della fotografia di moda del Novecento.

Un suggestivo percorso composto da quasi centrotrenta opere riunisce splendidi dipinti, disegni e incisioni di Boldini e dei colleghi Degas, Manet, Sargent, Seurat, Blanche ed Helleu a meravigliosi abiti d’epoca, libri e accessori preziosi. Ordinata in sezioni tematiche, ciascuna patrocinata da letterati che hanno contribuito a fare della moda un elemento fondante delle poetiche della modernità, da Charles Baudelaire a Oscar Wilde, da Marcel Proust a Gabriele D’Annunzio, la mostra svela i suggestivi intrecci tra arte, moda e letteratura che hanno segnato la fin de siècle e, evocando la cornice di mondanità e raffinatezza che fece da sfondo alla lunga carriera di Boldini, immerge il visitatore nelle atmosfere raffinate e luccicanti della metropoli francese e in tutto il suo elegante edonismo.

 

Aperto tutti i giorni, dalle 9.00 alle 19.00

Aperto anche Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno

Informazioni e prenotazioni

tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it www.palazzodiamanti.it

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