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Al Teatro Verdi di Pisa arriva una Bohème tutta Toscana

La bohème_foto di Augusto Bizzi

La bohème_foto di Augusto Bizzi

Sul podio del capolavoro di Puccini Gianna Fratta, tra le poche bacchette donna del Paese

La bohème_foto di Augusto Bizzi
La Bohème, foto di Augusto Bizzi
Attesissima, dopo il grande successo riscosso a Livorno arriva ora a Pisa, al Teatro Verdi, La Bohème pucciniana, nuovo frutto del progetto LTL Opera Studio: questo sabato (16 febbraio) alle ore 20.30 e domenica alle ore 15.30. 
Sul podio Gianna Fratta, fra le poche bacchette donna del nostro Paese, forte di una carriera felicissima che l’ha vista e la vede alla guida delle più importanti orchestre internazionali nei massimi teatri d’opera di tutto il mondo, dall’America alla Russia, dalla Corea all’Argentina, dal Brasile all’ Europa. Pisa è un ritorno per Gianna Fratta che già fu al Verdi alla guida del Rigolettodue Stagioni fa.
Una Bohème marcata Toscana, questa: oltre alla partnership consolidata fra i teatri di Livorno (capofila di questa nuova coproduzione), Pisa  e Lucca, infatti, nelle fasi preparatorie vi è stata la partecipazione della Scuola di Musica di Fiesole, presente poi con la sua compagine orchestrale, l’OGI-Orchestra GiovanileItaliana, e, nell’ambito del protocollo stilato con la Regione Toscana che consente di utilizzare le migliori produzioni allestite negli ultimi anni dal Maggio Musicale Fiorentino, l’allestimento è quello realizzato dal Teatro dell’Opera di Firenze nell’autunno del 2017, firmato dal regista Bruno Ravella e oggi ripreso dal portoghese João Carvalho Aboim, uomo di teatro di solida formazione musicale, con le scene di Tiziano Santie i costumi diAngela Giulia Toso.
Rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino nel 1896, La Bohème svettò subito nel cuore degli spettatori e da allora è considerata uno dei capolavori intramontabili, forse il più amato. A partire dal romanzo, in parte autobiografico, di Henri Murger, Scènes de la vie de bohème, riscritto genialmente un cinquantennio dopo da Giacosa e Illica, Puccini creò quello che resterà un vero e proprio unicum nella sua produzione. La Bohème è, infatti, la rappresentazione realistica della vita nelle mansarde del Quartiere Latino fin de siècle; è un insieme di volti, emozioni, difficoltà, esperienze che la musica di Puccini mette alternativamente a fuoco, quasi fosse una camera cinematografica; è l’assenza di eroi, di malvagi, di intrighi. I personaggi vivono solo dell’aura sentimentale in cui sono immersi, di una atmosfera più che di una vicenda. La Bohème è la rievocazione pura e semplice della giovinezza in sé e per sé, di quella felice stagione della libertà irresponsabile il cui prezzo è la sua stessa caducità. Caratteristiche, queste, che ritroviamo intatte in questa Bohème di giovani,fedelissima al dettato musicale e drammaturgico pucciniano e immersa in una sorta di realismo cinematografico ma per certi versi anche onirico. 
«È anche una delle opere più pericolose per chi la suona, chi la canta, chi la dirige e chi l’ascolta– ha ricordato Gianna Fratta –perché un titolo così visto e rivisto ha sedimentato in ognuno di noi un’aspettativa, cristallizzato un’interpretazione, fissato un’idea. E ciò rende difficile far tornare questo capolavoro, una volta ancora, nuovo, unico, giovane, fragrante come i suoi personaggi, scrostandolo dalle abitudini prêt-à-porter, dal già detto, per recuperare un Puccini puro e semplice, così com’èQuesta è stata la grande sfida di questa produzione, resa possibile da un’opportunità pressoché unica: un cast composto da cantanti che sono proprio come i loro personaggi, per età, attitudine, bisogni e mestiere. Così tutti saremo chiamati a fare lo stesso atto di coraggio: spogliarci delle mille Bohèmee fare di questa la nostra prima. Immedesimarci. Soffrire e gioire, seguendo le note e i segni di Puccini, senza aggiungere nulla di più».
Ad alternarsi sabato e domenica nei diversi ruoli saranno Maria Bagalà eMartina Gresia (Mimì), Dioklea Hoxha e Antonella Biondo (Musetta), Rosolino Claudio Cardile e Francesco Fortes (entrambi sia nel ruolo di Rodolfo che in quello di Parpignol),J aime Eduardo Pialli e Matteo Loi (Marcello),Tommaso Caramia e Gangsoon Kim (Schaunard), Michele Gianquinto e Alessandro Yague (Colline); Alessandro Ceccarini sarà Benoît e Alcindoro, Giorgio Marcello il Sergente dei doganieri e Paolo Morelli Un doganiere.
Assistente alla regia Tecla Gucci; CLT Coro Lirico Toscano, Maestro del coro Flavio Fiorini; Coro Voci Bianche della Fondazione Teatro Goldoni, Maestro del coro Laura Brioli.
Pochissimi ormai i biglietti rimasti disponibili; per informazioni tel 050 941 111 e www.teatrodipisa.pi.it
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