Site icon Corriere Nazionale

Il Giappone torna a cacciare le balene

Ecosistema marino: una risorsa da proteggere. L'allarme rilanciato da Alberto Luca Recchi, esploratore e fotografo subacqueo specializzato in squali e balene

Il Giappone si ritira dalla commissione baleniera internazionale (IWC) e riprende la caccia alle balene. Per il WWF “è un fatto estremamente grave”

Per il WWF la decisione del Giappone di ritirarsi dalla commissione baleniera internazionale (IWC) e riprendere la caccia alle balene è un fatto estremamente grave. Ignorando le prescrizioni dell’IWC e prefiggendosi di cacciare le balene, il Giappone di fatto calpesta gli accordi internazionali finalizzati alla gestione e alla conservazione delle balene nel mondo.

La decisione di mettere gli interessi di caccia commerciale e insostenibile al di sopra di qualsiasi sforzo di conservazione arriva in un momento in cui tutte le balene del Pianeta sono drammaticamente minacciate dalle attività umane fra cui la pesca accidentale (o bycatch), il soffocamento causato da reti fantasma, le collisioni con le navi, il rumore, l’inquinamento, la grande quantità di plastica che invade gli oceani, oltre che dai cambiamenti climatici.

Il WWF esorta il Giappone a rispettare gli accordi internazionali e gli sforzi di conservazione globale continuando ad aderire alla commissione baleniera internazionale (IWC) ell’IWC.

Per l’organizzazione è scandaloso infatti che il Giappone manifesti la volontà di continuare la caccia alla balena, massacro anacronistico e senza alcuna giustificazione – se non una subcultura dura a morire -, che rischia di portare verso l’estinzione due specie come la balenottera comune (a rischio) e quella minore (in declino). Si tratta delle specie più cacciate al mondo.

“Oggi è una caccia che non ha più senso, non è giustificata da esigenze alimentari e la “ricerca scientifica” che per 30 anni il Giappone ha portato avanti come giustificazione è palesemente una ridicola scappatoia. L’anno scorso ben 330 balenottere minori sono state massacrate in Antartide, eppure i sondaggi ci dicono che appena l’11 % dei giapponesi consuma ancora carne di balena e si dice favorevole a questa attività. Uno schiacciante 90 % non vuole più saperne” spiega il WWF.

“E’ assurdo che si voglia tenere in piedi un’attività fuori dal tempo, lontana dalla scienza e lontanissima dalla sensibilità comune”, conclude il WWF. Gli oceani nascondono rischi ovunque per balene e cetacei in genere: non solo la caccia a ‘scopi scientifici’ del Giappone, ma anche il bycatch, la cattura accidentale che uccide almeno 300.000 balene e delfini ogni anno, la collisione con le navi e l’inquinamento con l’ingestione di micro e macro plastiche attraverso una catena alimentare ormai contaminata.

Exit mobile version