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Caporalato a Pistoia: tre persone in manette

Allarme della CGIA di Mestre: con l'emergenza Covid-19 e la crisi rischio di un aumento esponenziale di lavoratori in nero e abusivi in Italia

Il caporalato è un fenomeno a livello globale

Indagine della Polizia di Stato sul fenomeno del caporalato a Pistoia: gli agenti della squadra mobile hanno arrestato tre cittadini stranieri

Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro è l’accusa rivolta ai tre cittadini stranieri arrestati oggi dalla Squadra mobile di Pistoia. Gli agenti hanno sequestrato anche quattro furgoni con cui i tre trasportavano la manodopera sui luoghi di lavoro: vigneti e uliveti situati nelle province di Pistoia, Prato, Firenze, Siena, Lucca, Arezzo e Pisa.

Nel corso dell’operazione contro la piaga del caporalato sono stati perquisiti due studi commerciali della città usati da un consulente del lavoro che è stato denunciato.

Il professionista si occupava della gestione delle fatturazioni e della registrazione di alcune posizioni lavorative nella banca dati dell´Agenzia nazionale politiche attive del lavoro e, inoltre, attraverso una procedura fraudolenta, riusciva ad ottenere il rilascio del D.U.R.C (Documento unico di regolarità contributiva) nonostante non ci fossero denunce contributive all’Inps.

Inoltre, sono state denunciate in stato di libertà anche altre tre persone: due cittadini stranieri e un italiano che partecipavano a tutta l’attività.

I braccianti, in gran parte africani richiedenti asilo, risultavano impiegati in nero, senza copertura assicurativa e senza percepire nessuna maggiorazione per l´orario di straordinario o per il lavoro svolto durante i giorni di festa.

I lavoranti venivano portati sui luoghi di lavoro facendoli viaggiare in condizioni di pericolo su furgoni telonati per non attirare l´attenzione da parte delle forze dell’ordine.

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