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Taranto: sequestate 16 tonnellate di surgelati scaduti

snack peste suina

Operazione dei Nas a Taranto in un deposito di prodotti surgelati: etichette contraffatte per immettere di nuovo in commercio cibo scaduto

Incredibile scoperta dei Carabinieri del NAS di Taranto, unitamente ai colleghi del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro. Nel corso di una verifica ispettiva presso un deposito all’ingrosso di prodotti surgelati, hanno rinvenuto un ingente quantitativo di prodotti alimentari la cui scadenza, a volte superata anche da alcuni anni, era stata modificata mediante l’applicazione di etichette contraffatte.

Nel corso degli accertamenti i militari hanno inoltre scoperto diversi alimenti in cattivo stato di conservazione poiché custoditi in locali non autorizzati ed interessati da carenze igienico sanitarie. Al fine di tutelare la salute pubblica, i militari hanno sequestrato una cella frigorifero e le 16 tonnellate di alimenti congelati e surgelati che vi erano custoditi.

L’attività commerciale, inoltre, è stata sospesa in quanto i Carabinieri del NIL hanno rilevato a loro volta molteplici e gravi violazioni di carattere penale e amministrativo, concernenti le disposizioni di contrasto al lavoro irregolare, la tutela della sicurezza dei luoghi di lavoro e l’istallazione di impianti audio/visivi non autorizzati. L’amministratore del deposito di surgelati è stato denunciato per tentata frode in commercio.

Nel 2017 i consumi di prodotti surgelati in Italia hanno raggiunto il valore di 13,9 Kg pro-capite annui con una penetrazione di più del 95% delle famiglie e un valore di mercato complessivo tra i 4,2 e i 4,5 miliardi di euro secondo la Coldiretti. Nel 2017 sono state acquistate complessivamente in Italia circa 841.500 tonnellate di prodotti surgelati, con incrementi maggiori per il pesce (+5%) le pizze (+2,1%) e i vegetali (+1,8%).

“Con il recente allarme Listeria è importante l’intensificazione dell’attività di controllo che – conclude la Coldiretti – va sostenuta con una maggiore trasparenza dell’informazione con l’obbligo di indicare in indicare in etichetta l’origine dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti ma anche la necessità di togliere il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione pubblica delle aziende che importano i prodotti dall’estero per consentire interventi rapidi e mirati”.

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