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Omicidio Kuciak, Tajani: “L’Europa continuerà la sua battaglia per la verità”

Il giornalista Jan Kuciak e la fidanzata sono stati uccisi a Bratislava a colpi di pistola: l'ombra della 'Ndrangheta

Il giornalista Jan Kuciak e la fidanzata sono stati uccisi a Bratislava a colpi di pistola: l'ombra della 'Ndrangheta

L’intervento del presidente del Parlamento europeo dopo l’uccisione del reporter slovacco che indagava sull’utilizzo illecito di fondi UE

A pochi mesi dal tragico assassinio della giornalista maltese, Daphne Caruana Galizia, un altro reporter ucciso in Europa. A Bratislava, in Slovacchia, domenica scorsa è stato freddato con un colpo di pistola Jan Kuciak, giornalista di 27 anni che indagava sui rapporti tra criminalità e politica. È stato ucciso nella sua abitazione con un colpo alla testa insieme alla fidanzata Martina.

Kuciak è il secondo giornalista ucciso nell’Unione europea in sei mesi e si occupava di evasione fiscale e di truffe sui fondi europei. In particolare, secondo i media europei, stava investigando sul riutilizzo di fondi UE da parte di italiani in Slovacchia legati alla ‘Ndrangheta.

Sull’omicidio di Kuciak e della fidanzata è intervenuto anche il numero uno del Parlamento europeo, Antonio Tajani: “Da Presidente del Parlamento europeo, da cittadino, da giornalista, esprimo la mia profonda indignazione e la mia ferma condanna, per l’uccisione del reporter slovacco Jan Kuciak e della sua compagna, Martina Kusnirova, avvenuta nei pressi di Bratislava”.

“È un nuovo, inaccettabile, attacco alla libertà di stampa, valore fondante della nostra democrazia, a pochi mesi dal tragico assassinio della giornalista maltese, Daphne Caruana Galizia. Kuciak esercitava con passione e coraggio la sua professione. Nel corso della sua breve, ma promettente carriera, stava conducendo inchieste su casi di finanziamenti sospetti ed evasione fiscale. Cercava con determinazione la verità, senza guardare in faccia a nessuno. La polizia ha dichiarato che quasi certamente è stato ucciso per fermare le sue inchieste” ha aggiunto Tajani.

“A nome del Parlamento europeo, voglio affermare con forza che abbiamo tutti il dovere di continuare la sua battaglia per la verità. Non è ammissibile che oggi, nell’Unione europea, un giornalista venga ucciso perché sta svolgendo la sua professione.

Come possiamo condannare chi intimidisce e imprigiona i giornalisti, ovunque nel mondo, se non riusciamo a garantire alla nostra stampa la possibilità di fare in sicurezza il proprio lavoro?” ha proseguito.

“Conto sulle autorità slovacche affinché non facciano tutto il possibile per arrivare alla verità, anche facendo appello alla cooperazione internazionale tra polizie. A nome del Parlamento Europeo, posso assicurare che, come per Daphne Caruana Galizia, non smetteremo di levare la nostra voce, continuando a vigilare, affinché tutti i colpevoli vengano assicurati alla giustizia” ha concluso il presidente del Parlamento europeo.

L’intervento video di Tajani è disponibile a questo link.

Arrestati tre italiani

Intanto, come riferisce l’Agenzia Dire, la polizia slovacca ha arrestato l’imprenditore italiano Antonino Vadalà nel corso delle indagini sull’omicidio Kuciak. Lo scrive il quotidiano locale Korzar. Insieme a lui sono stati arrestati anche il fratello Bruno e il cugino Pietro Catroppa.

Kuciak, nel reportage pubblicato postumo dal suo giornale – Aktuality.sk -, si è occupato proprio della famiglia Vadalà in relazione a rapporti con la ‘ndrangheta, fino a indagare i legami con il primo ministro slovacco Robert Fico.

Il fermo degli italiani è stato confermato dal capo della polizia della Slovacchia, Tibor Gaspar. Secondo l’ufficiale, rispetto all’assassinio di Kuciak è possibile parlare di “una pista italiana”.

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