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Piano lupo: gli abbattimenti tornano in Conferenza Stato-Regioni

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Il Piano lupo torna a far discutere in vista del nuovo esame della Conferenza Stato-Regioni

Sei proposte del Movimento animalista di Michela Vittoria Brambilla in vista della decisione sul piano

Il piano lupo fa ancora discutere

ROMA – “Il lupo è una specie protetta, qualsiasi ipotesi di abbattimento, anche se rinviata, è in linea di principio inaccettabile. Perciò, in vista della seduta della conferenza Stato-Regioni che dopodomani è chiamata a decidere sul piano lupo, il Movimento animalista chiede un incontro, per presentare le sue controproposte, con il ministro dell’Ambiente Galletti e il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, ai quali saranno simbolicamente consegnate le 305 mila firme di cittadini contrari alle uccisioni selettive che abbiamo raccolto su internet”. Lo ha detto il presidente nazionale del Movimento animalista, on. Michela Vittoria Brambilla.

“Dopo 46 anni di tutela – aggiunge Rinaldo Sidoli, responsabile del centro studi del Movimento – introdurre la possibilità di abbattere i lupi, è inammissibile e va contro ogni logica ed etica ambientale. Di fatto si rimette in discussione lo stato di conservazione del lupo in Italia, anche attraverso un forte incentivo indiretto agli atti di bracconaggio contro la specie” aggiunge.

Il “Canis lupus” è una specie rigorosamente protetta in quanto compresa nell’allegato IV della direttiva Habitat (92/43/CEE), che all’articolo 12 ne proibisce cattura o uccisione. L’eventualità che si permetta di sparare ai lupi, oltre tutto, esporrebbe il nostro Paese all’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea con il rischio di un processo davanti alla Corte di Giustizia europea”.

Sei le proposte che il Movimento intende illustrare:

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