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Future is Design: all’ISIA Faenza premiati i vincitori

Al via SENSITALIANI, il progetto di promozione del design italiano nato dalla collaborazione tra POLI.design e Ambasciata italiana in Kuwait

I progetti vincitori di Future is Designe sono stati selezionati tra i 105 in concorso

Assegnato il Premio Nazionale delle Arti 2016/2017 per Design del prodotto e Design della Comunicazione

I progetti vincitori di Future is Designe sono stati selezionati tra i 105 in concorso

FAENZA – ISIA Faenza Design & Comunicazione ha annunciato i nomi dei vincitori della XII edizione del “Premio Nazionale delle Arti 2016-17 / Sezione design” dal titolo Future is Design, che sono stati premiati a Faenza in occasione della giornata inaugurale del Premio.

La prima giornata della manifestazione, ideata e organizzata per la prima volta da ISIA Faenza Design & Comunicazione e promossa dal MIUR nella veste di Direzione generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore, grazie al lungimirante lavoro a quattro mani di Giovanna Cassese, presidente dell’istituto, e Marinella Paderni, direttore dello stesso, ha visto una serie di momenti suggestivi con la cerimonia di premiazione dei progetti vincitori.

La cerimonia di inaugurazione e di premiazione si è svolta presso l’Aula Magna della sede dell’ISIA di Feanza, con la partecipazione di Michele Moretta, Dirigente MIUR – Direzione generale per lo studente lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore preposto al coordinamento di promozione incentivazione valorizzazione della produzione artistica, di Giuseppe Furlanis, Coordinatore MIUR del tavolo tecnico sul Design e Presidente della Conferenza dei Presidenti e Direttori ISIA e di Massimo Isola, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Faenza.

I progetti vincitori di Future is Designe sono stati selezionati tra i 105 in concorso lo scorso 20 luglio da una giuria d’eccezione, composta da: Anty Pansera – past President dell’Isia di Faenza e storica del design, Luisa Collina, Preside della Scuola di Design del Politecnico di Milano e Presidente Cumulus, Beppe Finessi – Direttore responsabile della rivista INVENTARIO, il designer Giulio Iacchetti e Massimiliano Tonelli – direttore di Artribune e responsabile dei contenuti digitali di Gambero Rosso, che ha preso visione dei progetti, corredati da prototipi, pervenuti da ben 29 istituzioni italiane e 5 europee.

La proclamazione ha visto la consegna di sei riconoscimenti, tre per la sezione Design del Prodotto e tre per la sezione Design della Comunicazione. Per ogni riconoscimento è stato proclamato un primo, un secondo e un terzo premio, oltre alle menzioni speciali dei premi aggiuntivi.

Future is Design – DESIGN DEL PRODOTTO

Per la sezione Design Prodotto si è deciso di prevedere due primi premi ex aequo, in quanto entrambi i progetti sono stati ritenuti apprezzabili, pur nella loro diversità. Oltre al 2° e 3° premio sono state attribuite tre menzioni speciali di Prodotto a progetti ritenuti meritevoli di attenzione.

1° Premio – Design del Prodotto – ex aequo

Borsa di studio Fondazione PLART, Napoli

Tailored” (2016-17) di Elisa Inviso, ISIA Faenza, tema diversità e integrazione, con la seguente motivazione: “per avere saputo interpretare i migliori segnali della moda contemporanea applicati a un tema rilevante per i portatori di disabilità coniugando ricerca estetica e vincoli tecnici e funzionali”. Il progetto nasce dall’esigenza di trovare soluzioni per vestire utenti con disabilità fisica, che spesso sono costretti ad indossare indumenti sportivi, in quanto altri non risultano adeguati alla loro condizione e postura. Gli incontri frequenti di carattere osservativo e dialogico con un ragazzo diversamente abile, hanno permesso di rilevare le problematiche di portabilità degli indumenti e di delineare le caratteristiche di un abito maschile comodo e fruibile.”Tailored” è il prototipo di un abito elegante, riproducibile serialmente, a cui sono state apportate sostanziali modifiche per semplificare la vestizione autonoma o assistita, senza rinunciare allo stile ed alla praticità. Facilitano e ottimizzano la vestibilità: due cerniere lungo la parte esterna della gamba dei pantaloni e una fascia elastica alla vita; una cerniera sul retro della giacca, accorciata e rimodellata; opportune modifiche alla camicia, a cui viene sostituendo il retro con il corrispettivo di una maglietta in cotone.

Glifo” (2016-17) di Sara Monacchi, Luca Toscano e Andrea Pelino, NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, tema diversità e integrazione, con la seguente motivazione: “per aver risolto il problema del disegno di bambini con disabilità attraverso un sistema di supporto di oggetti per la scrittura riproducibili tramite stampante 3D”.

Glifo è un supporto, leggero, lavabile e creato su misura grazie all’utilizzo della stampa 3D. Permette a persone che soffrono di deficit cognitivi e motori di scrivere e disegnare autonomamente, attraverso la corretta stimolazione della mano. Il progetto ha lo scopo di rendere l’attività riabilitativa efficace in ambito domestico e scolastico, favorendo l’integrazione di questi bambini. Glifo fa parte di UNICO – The Other Design, una piattaforma di prodotti-servizi creata da Opendot e Fondazione TOG, che raccoglie una collezione di oggetti belli e funzionali co-progettati da designer, terapisti, bambini con disabilità e le loro famiglie. Glifo nasce come progetto universitario sviluppato sotto la guida di Enrico Bassi, co-fondatore del fablab Opendot, viene esposto alla Maker Faire 2016 e vince una stampante 3D, offerta da Barclays Eagle Labs e MyMiniFactory, oggi destinata alla produzione. Attualmente, i progettisti sono alla ricerca di fondi da destinare alla piattaforma di UNICO.

2° Premio – Design del Prodotto

Design Residency, Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza; workshop del prodotto ceramico, ISIA, Faenza

INFORMAGLIE – Arte Informale come Sperimentazione Digitale per pattern a maglia” (2015-16), di Chiara Ganugi Spagli, ISIA Firenze, tema i linguaggi visivi, con la seguente motivazione: “per avere coniugato il mondo della maglieria con tematiche dell’arte moderna e nuove tecnologie realizzative, sviluppando un percorso di ricerca progettuale coerente ed esteticamente sofisticato”. Informaglie è un progetto di sperimentazione digitale che si propone di rendere nuova dignità all’antica pratica del lavoro a maglia, attraverso i mezzi propri dell’autoproduzione, sfruttando le molteplici potenzialità della tecnologia Open Source. Risultato di questa sperimentazione, una serie di pattern realizzati con una macchina da maglieria Brother KH 950 “hackerata” con circuito AYAB, attraverso un percorso di decodifica del reticolo per la traduzione di file grafici in tessuto a maglia, dedicati al movimento dell’arte Informale. Nella poetica dell’Informale, sono la materia, il gesto, il segno che acquisiscono l’importanza della forma, ed è in questi nuovi soggetti che il progetto si identifica: la materia è dunque il filato – il gesto è il ripetitivo atto di azionare la macchina, il segno, inteso come semplificazione geometrica di un’immagine, è il codice che il computer invia alla macchina, la quale lo trasforma in tessuto a maglia.

3° Premio – Design del Prodotto

Borsa di studio Zini, Imola

Il pane di Matera tra storia econtemporaneità” (2015-16), di Grazia Valeria Ruggiero, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, tema i linguaggi visivi, con la seguente motivazione: “per avere richiamato una tradizione ancestrale sviluppando una famiglia di nuovi prodotti a partire da un’attenta ricerca storico-critica con interessanti prospettive in vista di Matera 2019”.

Il progetto si inserisce nell’ambito delle iniziative di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, il cui programma si articola in filoni tematici che prevedono iniziative alla grande e alla piccola scala, alcune delle quali dedicate al pane di Matera I.G.P (Identificazione Geografica Protetta). Il lavoro consiste nella progettazione – sia grafica che in relazione ai contenuti – della rivista “Un’impronta sul pane” e nella collezione “Scanata 19”, una serie di sei timbri per il pane, corredati da packaging, specificamente pensati per l’evento a partire da quelli della tradizione.

La rivista indaga ogni aspetto concerne il prodotto al fine di valorizzarlo, dalle materie prime utilizzate alla sacralità che ne contraddistingue la lavorazione. Le due collezioni di timbri interpretano in chiave contemporanea tre delle figure usate in passato: il campanile, il carabiniere e il gallo. La loro base, utilizzata come un tempo per marchiare la pasta di pane, riproduce il logo identificativo dell’evento.

Future is Design – DESIGN DELLA COMUNICAZIONE

Alla sezione Design Comunicazione, hanno aderito un numero maggiore di partecipanti, pertanto la Giuria ha attribuito, oltre al 1°, 2° e 3° premio, due menzioni speciali della critica a progetti caratterizzati da una particolare originalità dei temi affrontati. A questi sono state aggiunte quattro ulteriori menzioni per artefatti comunicativi di particolare qualità progettuale.

1° Premio – Design della Comunicazione

Convegno e workshop di comunicazione, Festival Kerning, Faenza

Monogram. Scrittura come linguaggio non verbale” (2016-17), di Alessia Raiti, Accademia di Belle Arti di Catania, tema linguaggi visivi, con la seguente motivazione: “per aver affrontato un tema difficile e fortemente disciplinare coniugando qualità di ricerca con attenzione progettuale grafica e impaginazione esemplare”. L’elaborato “Monogram” descrive l’evoluzione storica del monogramma; da segno simbolico e di potere, come il monogramma di Cristo e degli imperatori, a brand, utilizzato dapprima come segno di firma dai tagliapietre e al giorno d’oggi dai progettisti come elemento per l’identità visiva. L’elaborato analizza anche il metodo e le griglie utili per una buona progettazione, mostrando una selezione dei monogrammi progettati dagli allievi dell’Accademia di belle arti di Catania.

2° Premio – Design della Comunicazione

Workshop di comunicazione, Festival Kerning, Faenza

Macchine del tempo. Oggetti, luoghi e racconti della Valtiberina” (2016-17), di Francesca Santi, ISIA Urbino, tema diversità e integrazione, con la seguente motivazione: “per aver sviluppato un prodotto editoriale compiuto in cui si coniugano in maniera efficace tematiche inerenti la valorizzazione dell’Italia minore con un attento progetto di comunicazione”. Macchine del tempo nasce da un interesse per la Valtiberina, legato alla sua storia così come alle persone che la abitano e costituiscono la sua essenza più intima. È un progetto che si avvale della partecipazione della comunità come fonte di valore e sistema di confronto per elaborare un sistema visivo aperto e identitario per gli abitanti della Valtiberina e per coloro che sono interessati a conoscere questa terra.Il progetto ha avuto origine dalla realtà del merletto a fuselli che ha delle caratteristiche peculiari a Sansepolcro e nelle zone limitrofe. Questo progetto è nato dalle storie delle merlettaie, per aprirsi poi al dialogo con la comunità. Da questo processo nasce una raccolta di dieci disegni rielaborati a partire dagli schizzi della scuola di Sansepolcro con l’obiettivo di trasmettere parte della sostanza di questa comunità. Non si tratta di un’immagine coordinata in senso istituzionale ma di un sistema aperto fatto di figure e segni che acquistano una dimensione simbolica che trae origine dall’esperienza della comunità ed è indirizzata alle persone.

3° Premio – Design della Comunicazione

Design Residency, Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza; workshop di illustrazione, ISIA di Faenza

Meetmuseum Abruzzo. Sisteama di comunicazione museale per la Regione Abruzzo” (2015-16), di Valeria Ferrante, Accademia di Belle Arti di Macerata, tema i linguaggi visivi, con la seguente motivazione: “per aver avuto il coraggio di proporre un’identità visiva che insiste su canoni linguistici insoliti e al contempo sofisticati contribuendo alla valorizzazione del patrimonio territoriale italiano”. Il rispetto, l’amore e l’interesse nei riguardi del passato e della memoria di un territorio rappresentano uno strumento di creazione di identità e crescita personale. Il patrimonio culturale di un territorio è unico e inimitabile se preservato e tutelato, se la sua diffusione viene promossa per renderne possibile la conoscenza. La tecnologia si rivela un potente alleato per raggiungere tali obiettivi, affiancandosi ai classici percorsi di visita con strumenti multimediali che coinvolgono i visitatori in nuove esperienze. Con un linguaggio attuale, immediato, saranno stimolati molti giovani che avranno occasione di avvicinarsi ad un mondo fino ad ora percepito come distante e poco attrattivo. Il progetto Meetmuseum Abruzzo (Sistema di comunicazione museale per la Regione Abruzzo) nasce dal desiderio e il bisogno di creare qualcosa di nuovo ed utile per il territorio abruzzese, analizzandone la ricchezza di siti archeologici e artistici, musei, pinacoteche e parchi naturali che hanno risonanza nazionale.

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