Corriere Nazionale

Licei brevi, Fedeli: “Sperimentazione seria, nessuna improvvisazione”

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Licei si confermano le scuole più scelte da famiglie e studenti

Le precisazioni della Ministra dell’Istruzione sul diploma in quattro anni

La Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli

ROMA – La sperimentazione in 100 classi italiane del diploma quadriennale, che riguarderà licei e istituti tecnici, ha acceso il dibattito. A fine mese il Ministero dell’Istruzione pubblicherà il bando per i progetti e le scuole potranno fare domanda dall’1 al 30 settembre.

Si potrà attivare una sola classe per scuola partecipante e un’apposita Commissione tecnica valuterà le domande pervenute: potranno partecipare alla sperimentazione licei e istituti tecnici statali e paritari.

“Il dibattito in corso sul diploma della scuola secondaria di secondo grado in quattro anni merita alcune precisazioni, al fine di fornire una corretta informazione ed evitare infondate preoccupazioni da parte delle famiglie”, esordisce la Ministra Fedeli.

“Partiamo da un dato su cui immagino tutti concordiamo: la società italiana e le relazioni internazionali, al pari del rapporto tra formazione e diffusione di nuove tecnologie, sono in costante ed accelerata evoluzione. Inoltre, è sempre più evidente la connessione tra l’acquisizione di competenze di alto livello e la possibilità per le nostre ragazze e i nostri ragazzi di inserirsi nel mondo del lavoro in modo qualificato e anche appagante”, spiega Fedeli.

“La scuola – prosegue – ha bisogno di essere accompagnata e sostenuta di fronte ai profondi cambiamenti in atto. Ed è in quest’ottica che si inserisce la sperimentazione delle scuole superiori in quattro anni. Non la si fa ‘per risparmiare un po’”. È anzi vero esattamente il contrario. Siamo di fronte a un investimento e a una innovazione che può aiutare le nuove generazioni ad affrontare con successo le sfide di oggi e di domani”.

“A chi parla di ‘improvvisazione’ ricordo che il progetto prende le mosse dalla riforma dei cicli scolastici messa a punto dal Ministro Berlinguer nel 2000 – non entrata in vigore perché bloccata dalla Ministra Moratti – e successivamente dalla commissione di studio istituita nel 2013 dal Ministro Profumo, incaricata di elaborare delle proposte per abbreviare il percorso scolastico con lo scopo di far conseguire il diploma entro il diciottesimo anno di età. La Ministra Carrozza, poi, nell’anno scolastico 2013/2014, autorizzò due progetti sperimentali proposti da due scuole che già avevano caratteristiche di forte internazionalizzazione: il San Carlo di Milano e il Guido Carli di Brescia. Da allora sono state le scuole a fare richiesta di sperimentazione quadriennale e attualmente sono 12 quelle che hanno avuto l’autorizzazione. Il monitoraggio di queste esperienze è stato però presieduto ed effettuato a livello regionale”.

“Ho allora deciso – continua la Ministra – di procedere con una sperimentazione a livello nazionale, che riguarderà 100 classi di altrettante scuole. Così si potrà gestire il procedimento delle autorizzazioni in modo più trasparente mediante un bando nazionale, proporre un unico modello sperimentale che faccia tesoro delle migliori esperienze già in atto, ampliare la sperimentazione in modo da poter trarre risultati tecnicamente più attendibili”.

“A settembre licei e istituti tecnici che intendono candidarsi potranno presentare domanda e le 100 ammesse alla sperimentazione potranno accogliere le iscrizioni per le classi prime, che partiranno dall’anno 2018/2019. Al termine della sperimentazione, nel 2023, i risultati dovranno essere discussi con tutti i rappresentanti del mondo della scuola e con i decisori politici per realizzare il massimo di consenso possibile” afferma ancora.

“Proprio perché non devono mai esserci sulla scuola improvvisazione, decisionismo senza coinvolgimento, discriminazioni o scelte astratte e ideologiche. Se la valutazione avrà esito positivo, sempre nell’ottica di un maggior investimento sulla formazione delle nuove generazioni, si potrà recuperare l’intera riforma dei cicli e, contestualmente, anche portare l’obbligo scolastico fino al termine dei tre cicli, ovvero fino al diciottesimo anno di età” conclude Fedeli.

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