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Numero di occupati in leggera crescita grazie alle donne

Divario retributivo di genere: nell'Unione europea le donne lavoratrici guadagnano in media il 14% in meno all’ora rispetto agli uomini

Dati Istat: nel periodo aprile-giugno +0,3% e disoccupazione giovanile giù dell’1,1%

Negli ultimi anni il trend degli occupati di domenica è aumentato costantemente

ROMA – Dall’Istat arrivano buone notizie sul fronte del mercato del lavoro. A giugno 2017 la stima degli occupati cresce dello 0,1% rispetto a maggio (+23 mila), recuperando parzialmente il calo registrato nel mese precedente (-53 mila). Il tasso di occupazione si attesta al 57,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali. La lieve crescita congiunturale dell’occupazione è interamente dovuta alla componente femminile, mentre per gli uomini si registra un modesto calo, e interessa i 15-24enni e i 35-49enni. Aumentano i dipendenti a termine, sono stabili i dipendenti a tempo indeterminato mentre diminuisce il numero degli indipendenti.

Secondo la nota provvisoria dell’istituto di statistica, nel periodo aprile-giugno si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,3%, +64 mila), determinata dall’aumento dei dipendenti, sia permanenti sia, in misura maggiore, a termine. L’aumento riguarda entrambe le componenti di genere e si concentra quasi esclusivamente tra gli over 50. Dopo l’incremento rilevato a maggio, la stima delle persone in cerca di occupazione a giugno cala del 2,0% (-57 mila), tornando su un livello prossimo a quello di aprile.

La diminuzione della disoccupazione interessa uomini e donne ed è distribuita tra tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione scende all’11,1% (-0,2 punti percentuali); anche il tasso di disoccupazione giovanile torna a scendere (-1,1 punti), attestandosi al 35,4%. La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a giugno sale dello 0,1% (+12 mila), sintesi di un aumento tra gli uomini e un calo tra le donne. L’inattività risulta in calo tra i 15-24enni e i 35-49enni e in crescita nelle restanti classi di età. Il tasso di inattività è pari al 34,9%, invariato rispetto ad maggio. Nel trimestre aprile-giugno alla crescita degli occupati si accompagna un significativo calo dei disoccupati (-3,9%, -115 mila) e l’aumento degli inattivi (+0,4%, +50 mila).

Su base annua si conferma l’aumento del numero di occupati (+0,6%, +147 mila). La crescita, è determinata principalmente dalle donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+367 mila, di cui +265 mila a termine e +103 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-220 mila). A crescere sono gli occupati ultracinquantenni (+335 mila) a fronte di un calo nelle altre classi di età (-188 mila). Nello stesso periodo diminuiscono i disoccupati (-5,6%, -169 mila) e gli inattivi (-0,6%, -80 mila). Al netto dell’effetto della componente demografica, su base annua cresce l’incidenza degli occupati sulla popolazione tra gli ultratrentacinquenni mentre cala tra i 15-34enni.

CNA: nelle Pmi e nell’artigianato +3% di occupati nel primo semestre 2017

Un semestre da incorniciare per l’occupazione nelle piccole imprese, cresciuta del 3% rispetto al primo semestre del 2016. Lo rileva l’Osservatorio mercato del lavoro CNA, curato dal centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente l’andamento dell’occupazione su un campione di 20.500 imprese artigiane, micro e piccole associate che contano circa 137mila dipendenti.

Il periodo gennaio-giugno 2017 si è accaparrato una parte consistente della crescita occupazionale scattata a dicembre 2014, vale a dire dall’introduzione, tramite Legge di stabilità, di importanti sgravi contributivi sulle assunzioni a tempo indeterminato. A fronte di un incremento complessivo dell’occupazione nelle piccole imprese pari complessivamente al 10,4% nell’arco di trenta mesi il primo semestre di quest’anno archivia un consistente +4,5%.

La crescita tendenziale dell’occupazione nelle piccole imprese a giugno ha replicato il record di maggio (+3,8% su base annua) marcando un altrettanto significativo +0,8% sul mese precedente. Un risultato che contribuisce all’importante +3% registrato dal primo semestre 2017 sullo stesso periodo del 2016. Ed è perfettamente in linea con la crescita media mensile del periodo gennaio-giugno 2017 (+0,8%), prestazione ben più rimarchevole del +0,6% medio segnato nei primi semestri del 2016 e del 2015. Una tendenza frutto, molto probabilmente, delle migliorate condizioni economiche italiane che hanno spinto artigiani, micro e piccole imprese a nuove assunzioni in grado a loro volta di attivare un effetto positivo sui redditi, i consumi, l’occupazione ulteriore.

A giugno le piccole imprese hanno visto crescere tanto le assunzioni quanto le cessazioni dei rapporti di lavoro. Le assunzioni hanno registrato un +30,1%, le cessazioni un +39,3%. Il saldo sul numero complessivo degli occupati è rimasto positivo grazie alla diversa incidenza che i flussi di entrata e di uscita hanno sulla base occupazionale totale: mentre le assunzioni hanno interessato il 3,2% del totale degli occupati, le cessazioni hanno riguardato il 2,5%.

L’incremento delle assunzioni nel mese di giugno è sostenuto dalla crescita dei contratti a tempo determinato (+26% in un anno). Un fenomeno che può essere ricondotto, almeno parzialmente, a ragioni stagionali e alla sostituzione di personale in ferie. E’ continuata la crescita anche delle assunzioni con contratto di lavoro intermittente (+291,9%, anche per colmare il vuoto lasciato dall’abolizione dei voucher) e dell’apprendistato (+13,2%) mentre hanno registrato un calo dell’11,5% le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

In due anni gli occupati a tempo indeterminato nelle piccole imprese sono calati dall’82,6 al 70% della base occupazionale. L’incremento degli occupati ha però lasciato praticamente intatto il numero assoluto modificando solo la quota relativa. Gli assunti con contratto a tempo determinato sono saliti al 19% (+9,8%), gli apprendisti all’8,4% (+2,2%) e il lavoro intermittente al 2,6% (+0,6%). Una ricomposizione frutto delle esigenze di maggiore flessibilità determinate nelle imprese da una ripresa senz’altro percepibile ma ancora gracile che non garantisce sulla sua tenuta e, di conseguenza, su “investimenti” occupazionali di più lungo periodo.

Confcommercio: “Riavvicinamento ai livello pre crisi”

“Il modesto aumento degli occupati di giugno rappresenta, comunque, per il mercato del lavoro un recupero quasi completo dei livelli persi durante la doppia crisi: all’appello mancano, tuttavia, 230mila occupati per raggiungere il massimo storico di aprile 2008. La disoccupazione scende sotto i 2,9 milioni di unità, il valore più basso dal dicembre 2012. Tutto ciò rappresenta un rafforzamento delle indicazioni positive desumibili dagli altri indicatori congiunturali di produzione e consumo”. Questo il commento di Confcommercio ai dati sugli occupati e disoccupati a giugno diffusi oggi dall’Istat.

“Gli elementi critici – continua la nota di Confcommercio – restano il ritmo della ripresa, ancora lontano dai target attorno al 2% che rappresenterebbero una vera e propria crescita, e il fatto che quasi la metà dei disoccupati ha meno di 35 anni, una caratteristica del mercato del lavoro che preoccupa in prospettiva. Appare patologico anche il processo di riduzione continua dei lavoratori indipendenti, segmento che rappresenta oggi meno del 31% degli occupati totali a fronte del 35% del 2008”.

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