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“Un Ciak per la Vita”: registi all’opera per promuovere le vaccinazioni

#graziemammaepapà e “La famiglia” sono i video vincitori del contest

ROMA – Due storie semplici ed emozionanti che raccontano l’importanza di dare ai propri figli una vita sicura, e di proteggere, attraverso le vaccinazioni, tutti i componenti della famiglia, a ogni età. Voci narranti, quelle di due bambini, mentre scorrono immagini di ordinaria e serena vita familiare. Per sensibilizzare la popolazione e in particolare i giovani, sull’importanza delle vaccinazioni, la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) ha scelto la forza del linguaggio del cinema. E ha puntato sugli allievi registi della sede lombarda del Centro Sperimentale di Cinematografia, coinvolti in un contest che ha selezionato le sceneggiature più efficaci nel raccontare il valore della vaccinazione, pilastro della vita sociale: il benessere in tutte le fasi della vita, la salute collettiva, quella di chi ha maggior bisogno di cure, bambini e anziani, la famiglia, il futuro, la responsabilità verso la nostra comunità.

Oggi a Roma, nel corso di un evento patrocinato dal Ministero della Salute, sono stati presentati #graziemammaepapà di Michele Marchi e Francesco De Giorgi e “La famiglia” di Zeni Febo, i due spot realizzati nell’ambito di “Un Ciak per la Vita”, un video contest sulle vaccinazioni, un progetto di sensibilizzazione 2.0 che la SItI ha promosso in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e con il supporto non condizionante di Sanofi Pasteur MSD.

I video vincitori

 

«Un Ciak per la Vita promuove la necessità di un’informazione corretta e certificata su una tematica di salute molto dibattuta e sentita, attraverso uno strumento potente come il cinema, che si avvale di un linguaggio fatto di immagini e parole, accessibile a tutte le fasce d’età – dichiara Carlo Signorelli, Presidente uscente della SItI – la risposta alla crescente disaffezione della popolazione, e soprattutto dei genitori, nei confronti delle pratiche vaccinali passa anche attraverso iniziative come questa, che fanno leva sulla forza delle immagini per far comprendere alla popolazione l’importanza e il significato dell’impiego dei vaccini quali strumenti di protezione della salute di provata efficacia e sicurezza».

I dati

Secondo i dati più recenti, l’Italia non fa eccezioni al calo generalizzato delle vaccinazioni. Ogni anno diminuisce il numero di bambini che non ricevono le vaccinazioni di routine: in molte Regioni italiane si è scesi sotto la soglia di sicurezza del 95% per il vaccino esavalente. Inoltre, non si sono raggiunti gli obiettivi di copertura vaccinale stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il morbillo e la rosolia (con copertura di 85,3% nel 2015), due fra le vaccinazioni più importanti e con la più bassa copertura. Anche il nostro Paese, come il resto d’Europa, è investito dal fenomeno della “vaccine hesitancy”, ossia l’esitazione dei genitori a far vaccinare i propri figli a causa di paure infondate, false ideologie o per distorte informazioni ricevute.
«Quando si parla di vaccini l’informazione è fondamentale. Lo vediamo proprio in questi anni: un’informazione non corretta impatta drammaticamente sulla consapevolezza dei cittadini e sul corretto utilizzo di questa pratica. Il web, che resta una straordinaria risorsa informativa, in mancanza di filtri adeguati diventa la cassa di risonanza di gravi mistificazioni», afferma Antonio Ferro, responsabile sito web VaccinarSì. «Per contrastare questa cattiva informazione la SItI sta mettendo in atto alcune iniziative come il sito VaccinarSì.org, che smonta le bufale sulle vaccinazioni e ha già ottenuto oltre due milioni di accessi o l’iniziativa Teamvax, che ha l’obiettivo di diffondere la corretta informazione sui vaccini on-line e off-line».

Che il web sia il grande “amplificatore” dell’ostilità ai vaccini lo dimostrano alcuni dati evidenziati dalla SItI: nel 2012, digitando nei motori di ricerca parole chiave come “vaccino”, “vaccinazione”, valutando i primi risultati, quasi la metà dei siti (45%) presentava posizioni contrarie alle vaccinazioni, il 35% favorevoli e il 30% neutre. Oggi le cose stanno cambiando, ripetendo la stessa ricerca i siti contrari ai vaccini sono scesi al 28%, ma il 60% dei genitori prima di vaccinare i propri figli consulta internet e chi lo fa in genere esprime posizioni contrarie alla vaccinazione, trascurando le conseguenze a danno dell’intera comunità. «La pratica vaccinale è un bene pubblico per eccellenza in quanto protegge i cittadini come singoli e la collettività nel suo insieme e dobbiamo quindi essere preoccupati per il rilevante calo dell’adesione alle vaccinazioni al quale stiamo assistendo negli ultimi anni», afferma Rosa Cristina Coppola, Professore Ordinario di Igiene e coordinatore comitato scientifico SItI. «Se diminuisce drammaticamente la copertura vaccinale, viene meno la cosiddetta immunità di gregge che protegge tutta la popolazione, e in particolare le persone non immuni o le persone non vaccinate a causa di patologie concomitanti, limitando drasticamente il numero dei portatori di infezione».

L’iniziativa della SItI punta sul fatto che il web, da amplificatore di falsi miti, possa diventare un terreno fertile per l’informazione virtuosa, soprattutto grazie al passaparola tra i giovani: da oggi tocca a loro promuovere il valore delle vaccinazioni anche diffondendo in modo virale, attraverso i canali social, i video realizzati dai giovani registi.

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