Corriere Nazionale

Negli Usa non si placano le proteste anti Trump

Terzo giorno di proteste dopo la vittoria alle presidenziali di Trump

Terzo giorno di manifestazioni nel Paese: un ferito a Portland

Le proteste anti Trump a Portland (foto Twitter)

ROMA – Mentre Donald Trump, presidente in pectore degli Stati Uniti, è al lavoro per formare la squadra di governo che dal prossimo 20 gennaio guiderà la superpotenza, nel Paese monta la protesta.

Per il terzo giorno consecutivo in diverse città americane si sono tenute manifestazioni anti Trump. Ciò, nonostante gli appelli all’unità arrivati dal presidente uscente Barack Obama e dalla candidata democratica Hillary Clinton, sconfitta alle presidenziali.

E a poco è servito anche il duplice messaggio dello stesso Trump che si è rivolto alle persone scese in piazza.

Il primo su Twitter: “Sono contento di questa passione per il nostro grande Paese che hanno i piccoli gruppi di manifestanti della scorsa notte. Ci uniremo tutti e ne saremo orgogliosi” ha cinguettato il neo presidente.

L’altro in un’intervista al Wall Street Journal nella quale ha sottolineato che la priorità è «unire il Paese».

La situazione più critica è stata registrata a Portland, nell’Oregon, dove un manifestante è stato ferito da un colpo di arma da fuoco come ha riferito la polizia sui social.

Come riportano i media americani, il colpo sarebbe stato esploso mentre il corteo stava attraversando il ponte Morrison.

Momenti di tensione anche in altre città, da Miami a Filadelfia, passando per New York, dove i manifestanti hanno tentato di nuovo, invano, di arrivare alla Trump Tower.

Il bilancio delle persone arrestate, dopo tre giorni di proteste al grido di “Not my president” è salito intanto a duecento.

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