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Spot referendum 4 dicembre: Codacons presenta esposto

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Per l’associazione dei consumatori violate le norme su par condicio e referendum

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi

ROMA – A meno di due mesi dalla consultazione popolare del 4 dicembre il referendum costituzionale finisce davanti all’Autorità per le comunicazioni e all’Antitrust.

Sul banco degli imputati, nello specifico, lo spot istituzionale trasmesso in questi giorni sulle reti televisive nazionali, che ha suscitato numerose polemiche e critiche da più parti.

Nello spot in onda in tv, infatti, scorre il testo del quesito referendario, letto dalla voce di uno speaker, che ricorda la data del voto; la costruzione del messaggio, tuttavia, appare per molti come un chiaro invito ai cittadini a votare per il “Sì”.

Per tale motivo il Codacons – che specifica di non si schierarsi né per il “Sì”, né per il “No”, ma solo per la correttezza e per la trasparenza in favore dei cittadini e per una informazione neutra e consapevole – ha deciso di coinvolgere gli organi competenti, ossia Agcom e Antitrust, chiedendo loro di aprire una apposita istruttoria sul caso.

L’associazione, in particolare, ha presentato un esposto nel quale si legge: “Lo spot si configura come una netta violazione delle norme della par condicio; giova rilevare che lo spot viola le disposizioni del “Codice di buona condotta sui referendum”, adottato dalla Commissione di Venezia (Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto) nel 2007 e fatto proprio dal Consiglio d’Europa, quindi anche dal Governo italiano, con la dichiarazione del 27 novembre 2008”.

“Alla luce di quanto emerge dalle linee guida indicate all’interno del Codice di buona condotta sui referendum, le Autorità nazionali devono rispettare il proprio dovere di neutralità: ciò rappresenta uno degli strumenti per assicurare che gli elettori possano formare liberamente una propria opinione” prosegue il testo.

“In particolare, il Codice, prevede il diritto di partiti e soggetti politici di competere in condizioni paritarie e di rispettare il proprio dovere di neutralità: il Codice di Buona Condotta prescrive che le Autorità Pubbliche non devono influenzare l’esito del voto con una campagna referendaria eccessivamente unilaterale (art. 1.3.1.b)” conclude il Codacons.

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