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«L’Italia tornerà ai livelli pre crisi nel 2024»

Che rapporto hanno col denaro i Millennials? Secondo l’indagine condotta da Facile.it molto buono: nel 2018 sono riusciti a destreggiarsi bene fra bollette, assicurazioni, costi di telefonia e altro, risparmiando in media 709 euro

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Lo stima la Cgia di Mestre: serviranno altri otto anni per tornare ai livelli del 2007

L’uscita definitiva dalla crisi si allontana

ROMA – L’economia italiana impiegherà almeno altri otto anni, crescita del Prodotto interno lordo permettendo, per tornare ai livelli precedenti alla crisi.

Il ritorno alla situazione che si registrava nel 2007, quando l’economia mondiale fu sconvolta dalla crisi, dovrebbe avvenire dunque non prima del 2024.

A stimarlo è la Cgia di Mestre: «Con una crescita del Pil che per ciascuno degli anni a venire è stimata attorno all’1 per cento, l’Italia dovrebbe ritornare ai livelli pre-crisi non prima del 2024, vale a dire fra 8 anni» spiega il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo.

L’associazione degli artigiani di Mestre, nella sua analisi, ha ipotizzato un incremento del Pil per l’anno in corso dello 0,8 per cento e per gli anni a venire di un punto percentuale circa. Con questo trend di crescita saranno necessari altri 8 anni per recuperare la situazione registrata nell’anno pre-crisi.

«Con un livello del Pil reale che nel 2015 si è attestato sulla soglia registrata nel 2000 il recupero della nostra economia non è dietro l’angolo. Anzi. A nostro avviso è necessario imporre a Bruxelles, come era stato ipotizzato nel 2014 durante il semestre di presidenza italiana del Consiglio Europeo, che gli investimenti pubblici in conto capitale in tutta Ue non ricadano nel perimetro definito dal rapporto deficit/Pil. Grazie a ciò, quasi sicuramente potremmo far ripartire la nostra domanda interna e conseguentemente anche i consumi delle famiglie italiane che, purtroppo, rimangono ancora su livelli molto contenuti» conclude Zabeo.

La necessità di rilanciare gli investimenti è uno degli argomenti che sta particolarmente a cuore alla Cgia che ha salutato con soddisfazione le misure incluse nel Piano nazionale “Industria 4.0”.

«Sono una componente importante del Pil nazionale. Se non miglioriamo la qualità dei prodotti, dei servizi e dei nostri processi produttivi siamo destinati a impoverirci. Senza investimenti questo Paese non ha futuro» spiega il segretario della Cgia, Renato Mason.

«Ma affinché le piccole imprese e i lavoratori autonomi possano sfruttare le possibilità introdotte o in fase di definizione da parte del Governo, è necessario che le banche ritornino a erogare il credito. Altrimenti, le Pmi quali risorse utilizzeranno per investire visto che tradizionalmente sono sottocapitalizzate e a corto di liquidità?» aggiunge Mason.

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