Meryl Streep, la lady di ferro in un mondo di uomini

]L’attrice interpreta Margaret Thatcher in “The iron Lady”: «È il ritratto intimo di una donna complessa e straordinaria»:

Meryl Streep nei panni della Thatcher, dal 27 gennaio al cinema

ROMA - Fresca della vittoria del Golden Globe come migliore attrice, proprio per il difficile ruolo di Margaret Thatcher, Meryl Streep arriva sul grande schermo con “The iron lady” diretto da Phyllida Lloyd. Il film, che uscirà il 27 gennaio, narra l’avvincente storia di Margaret Thatcher, una donna che è riuscita a farsi ascoltare in un mondo dominato dagli uomini, abbattendo le barriere di discriminazione sessuale e sociale. «Sono arrivata il primo giorno sul set per le prove - spiega l’attrice americana - e mi sono sentita incredibilmente sconfortata perché mi sono trovata in mezzo a 40-45 meravigliosi attori inglesi ed ero l’unica donna nella stanza e credo di aver provato la sensazione che deve aver provato la Thatcher arrivando alle riunioni del Partito Conservatore». “The iron lady” è anche un film sul potere e sul prezzo che il potere esige ed è al tempo stesso il sorprendente ritratto intimo di una donna complessa e straordinaria. «Margaret Thatcher è stata realmente una grande innovatrice nel mostrare come una donna può assumere la leadership. Non aveva grandi problemi - prosegue la Streep - a capire come comandare e quindi, in un certo senso, gli uomini non hanno avuto grandi problemi a capire come seguirla. Secondo me, è quando una donna esita sul modo di comandare o si preoccupa di come viene percepita o teme di perdere la prima femminilità che la sua abilità al comando ne risente». La Streep spiega anche come si è approcciata a questo ruolo: «Non ho iniziato a lavorare al film con un’opinione politica su di lei. In tutta sincerità, sapevo poco dei suoi programmi politici. Quello che abbiamo cercato d’illustrare sono stati i motivi dell’odio viscerale da un lato e dell’ammirazione profonda dall’altro suscitati dalle sue decisioni politiche. Margaret sostiene che se prendi decisioni dure, la gente ti odia oggi, ma ti ringrazierà per molte generazioni. Ed è sempre in questi termini che deve ragionare un leader». Il film nello specifico racconta la vita dell’ex Primo Ministro britannico che, ormai ottantenne, fa colazione nella sua casa in Chester Square, a Londra. Malgrado suo marito Denis sia morto da diversi anni, la decisione di sgombrare finalmente il suo guardaroba risveglia in lei un’enorme ondata di ricordi. Al punto che, proprio mentre si accinge a dare inizio alla sua giornata, Denis le appare, vero come quando era in vita: leale, amorevole e dispettoso. Ma i ricordi della sua vita non la lasciano in pace, invadendo le sue giornate e lei lotta contro l’incessante rievocazione del passato. «Il film si svolge nell’arco di un paio di giorni - illustra la regista Phyllida Lloyd - i giorni in cui Margaret ha finalmente deciso di disfarsi dei vestiti di Denis. Sono giorni importanti per lei e non appena inizia a smistare gli effetti personali del marito cade nell’imboscata dei ricordi del suo passato. È un film sull’accettazione e la rassegnazione, sulla necessità di lasciarsi alle spalle il passato. Non si tratta di una pellicola politica - aggiunge la regista - ma quasi shakespeariana. È la storia di una grande leader, al tempo stesso meravigliosa e imperfetta in tutti i sensi. È una storia sul potere, sul tracollo e sull’epilogo della vita di un individuo che ha condotto un’esistenza traboccante di intensità sul piano professionale che all’improvviso finisce». Per quanto riguarda la scelta di Meryl Streep per interpretare il ruolo, la regista ammette di aver esitato per un attimo, ma poi si è subito convinta che sarebbe stata perfetta: «Il mio primo pensiero era stato “Ci vuole una superstar per interpretare Margaret Thatcher perché Margaret Thatcher era una superstar”. Ma era un ruolo potenzialmente un po’ freddo, quindi era fondamentale che l’attrice che lo avesse interpretato avesse calore».

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