Tempi duri per i criminali, anche i microbi firmano la scena del reato e uno studio dei Ris è in grado di riconoscerli

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Roma - (Adnkronos, 26 apr) - È italiano il primo kit che rivela la firma microbica sulla scena del reato. Frutto della ricerca ’made in Italy’, il nuovo metodo di analisi del Dna dei batteri - presentato oggi a Roma presso il Cnr - aiuterà gli investigatori a comprendere come è avvenuto un crimine. Parte ufficialmente oggi la fase di sperimentazione internazionale su tracce reali, alla quale partecipano numerosi Laboratori Forensi, tra cui Usa, Svizzera, Germania, Corea e Brasile.      


L’invenzione frutto della collaborazione tra l’Università di Roma ’Foro Italico' - Laboratorio di Epidemiologia e Biotecnologie, e i Carabinieri del Ris di Roma, con il supporto del Consorzio interuniversitario per le applicazioni di supercalcolo per università e ricerca (Caspur). In particolare, il kit analizza il Dna dei batteri, fornendo maggiori informazioni sull’identità delle tracce rilevate dagli investigatori e ha quindi un’applicazione diretta in ambito forense, soprattutto nei casi di violenza.      


«Si tratta di un’innovazione nel mondo della medicina legale di interesse per tutte le polizie - spiega Vincenzo Romano Spica, coordinatore del gruppo di ricerca - con questa nuova tecnica, che utilizza le stesse tecnologie biotech dell’analisi del Dna, sarà più facile determinare come si sono svolti gli eventi criminosi».


«La nuova tecnica di analisi - spiegano dal Caspur - si basa sull’mfDna, termine creato dai ricercatori italiani. Letteralmente significa Dna della microflora, ossia dei microrganismi come batteri, protozoi, miceti e virus. Possiamo dire che oggi è possibile studiare la microflora non solo guardandola al microscopio, ma anche attraverso le lenti della biologia molecolare - prosegue Spica - questo grazie soprattutto alla bioinformatica che ci consente di gestire e analizzare dati complessi. Tali studi sarebbero stati impossibili senza il contributo del supercalcolo».      


«Il un nuovo approccio allo studio del Dna è di ampia rilevanza per la ricerca di base, ma anche per le diverse possibili applicazioni tecnologiche - afferma il Caspur - La prima è stata quella in ambito investigativo con la creazione del kit che rivela la firma microbica sulla scena del reato. L’uso del mfDna non dice tanto ’chi', bensì ’come' sono avvenuti i fatti - precisa il coordinatore del progetto di ricerca - aiutando gli investigatori a ricostruire la scena del delitto e gli eventi: sarà possibile saper se una traccia su un oggetto è riconducibile ad un alimento o altra matrice ambientale, piuttosto che a saliva o altro fluido biologico».


La scoperta della nuova tecnica di analisi nasce per caso, racconta Spica: «I miei collaboratori ed io da anni studiamo le microflore ai fini della sanità pubblica: per esempio inquinamento ambientale e biodegradazione, infezioni nosocomiali, igiene degli alimenti. Attualmente ci occupiamo, inoltre, di microganismi nelle piscine. Commentando esperimenti e recenti scoperte scientifiche con i colleghi dei laboratori dell’Arma - racconta Spica - sono emerse nuove opportunità di studio che hanno portato alla definizione del nuovo sistema per le analisi forensi».      


«Il Ris di Roma non solo applica tecnologie avanzatissime per arrivare alla verità investigativa - puntualizza il coordinatore del progetto di ricerca - ma proprio per fare questo dispone di una elevatissima competenza scientifica di base che li rende in grado di rappresentare una punta di eccellenza anche nella ricerca, di indiscusso riconoscimento internazionale».      


Il progetto è nato nell’aprile del 2011 ed è stato presentato in occasione del Congresso Internazionale di scienze forensi che si è svolto a Vienna l’anno scorso. Lo studio sperimentale ha riscosso da subito un successo nella comunità scientifica.

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