
BARCELLONA - Una malattia può rendere fragili, timidi, introversi. E se si tratta di una patologia infiammatoria cronica dell’intestino, un paziente ha ben sei probabilità in più rispetto a una persona sana di sviluppare l’alessitimia, un disturbo del linguaggio molto particolare, caratterizzato dall’impossibilità di verbalizzare sentimenti ed emozioni. Un vero e proprio muro nei confronti di affetti, amicizie, amori. Lo rivela uno studio presentato attraverso poster nei giorni scorsi a Barcellona al congresso della European Crohn’s and Colitis Organization (Ecco). Il team dell’Hospital Aleman di Buenos Aires (Argentina) ha analizzato un gruppo di 121 persone con età media attorno ai 40 anni, metà sana e l’altra affetta da malattia di Crohn o colite ulcerosa. È stata misurata la presenza di sintomi di alessitimia secondo la Toronto Alexithymia Scale, che prende in considerazione una serie di caratteristiche del soggetto analizzato come la difficoltà di identificare i propri sentimenti e di descriverli agli altri. Dall’analisi dei risultati è emerso che questi malati hanno almeno sei probabilità in più di sviluppare il disturbo rispetto a una persona sana.
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