Milano - Per salvare la linea e il cuore, occorre dormire bene. Infatti l’insonnia, che colpisce quasi un italiano su 3, è legata a doppio filo con i problemi metabolici, primo fra tutti l’obesità. E questa “liaison” può far aumentare anche di 9 volte, il rischio di malattia coronarica e cioè d'infarto. Ad affermarlo sono gli esperti dell’Aims (Associazione italiana medicina del sonno) in occasione della presentazione della XII Giornata nazionale del dormiresano, che ha come slogan “Chi dorme sano non prende peso”. Uno degli studi più recenti che provano il legame tra insonnia e problemi di peso afferma che chi dorme meno di 7 ore per notte, in particolare tra i 32 e i 49 anni, ha un indice di massa corporea significativamente più elevato e una maggiore probabilità di diventare obeso. D’altronde molti altri studi scientifici confermano il rapporto tra riposo insufficiente e metabolismo malato: infatti una persona con diabete su 2 soffre di insonnia, contro il 31% della popolazione sana di pari età e il 15,5% dei diabetici tende ad addormentarsi di giorno, contro il 6% della popolazione. «Gli studi dimostrano che la durata del sonno appare strettamente correlata con il rischio di sviluppare obesità sia nei bambini e negli adolescenti sia negli adulti, specie sotto i 50 anni - ha spiegato Gian Luigi Gigli, presidente Aims - ma oggi vantiamo anche informazioni precise che provano come la riduzione del tempo di sonno e i disturbi ad esso collegati, sono correlati con l’alterata tolleranza al glucosio; si tratta di una specie di anticamera metabolica del diabete». Ecco perché l’insonnia non va sottovalutata ma va affrontata con il medico di famiglia o lo specialista di medicina del sonno. Secondo gli esperti, visto lo stretto rapporto con le malattie metaboliche che a loro volta possono portare a patologie cardiovascolari, cerebrali e renali, «sarebbe opportuno considerare anche i disturbi del sonno nella definizione del profilo di rischio cardiovascolare». In questo modo ne guadagnerebbero prevenzione e terapia. Quindi chi dorme di meno ha più probabilità di ingrassare e infatti gli studi epidemiologici dimostrano anche che le persone obese, indipendentemente dalla presenza o meno di apnee notturne, più frequentemente lamentano sonnolenza diurna. I motivi di ciò non sono ancora del tutto noti per gli esperti, tuttavia essi hanno osservato che la restrizione del sonno può alterare la secrezione di ormoni che regolano il senso dell’appetito e la spesa energetica.


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