Spezie e verdura sul balcone di casa

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E per chi ha problemi di spazio c'è la bottiglia...

 ( Foto: agenzia 0000)

Roma - Ormai è una moda che sta dilagando perfino tra manager e donne in carriera i quali nel week-end, sulla scia della First Lady Michelle Obama, si riscoprono giardinieri, per riappropriarsi di quel contatto con la terra capace di rigenerare anche il più stressato degli impiegati. Allora perché non provare a cimentarci con basilico, lattughino e ravanelli, magari dopo aver trascorso un’intera settimana di fronte al computer? I passi da compiere sono pochi e semplici, ma ci regaleranno grandi soddisfazioni. Innanzitutto scegliamo l’angolo del terrazzo meno esposto agli sbalzi di temperatura e dove, al mattino, battono i primi e più delicati raggi di sole. Fatto questo dobbiamo prendere in considerazione l’esposizione, ad esempio quella a sud ci garantisce il pieno sole ma al tempo stesso, con le temperature che potrebbe raggiungere in estate, finirebbe per danneggiare le piante più delicate. L’ideale è l’esposizione ad est, dove il sole batte al mattino, o ad ovest, dove il sole batte la sera, in modo da evitare che le piante siano sotto il caldo rovente nelle ore centrali della giornata. Un fattore da non trascurare, visto che stiamo parlando di un balcone, è la componente estetica. Alcuni ortaggi non sono particolarmente belli da vedere e quindi andrebbero collocati nelle zone più interne del terrazzo o magari alternati a vasi contenenti piante ornamentali. Se abbiamo a disposizione poco spazio si possono collocare in uno stesso vaso diverse piante, è il caso delle erbette aromatiche che piantate tutte insieme in una fioriera, creano cespuglietti molto gradevoli da vedere. Quanto ai costi il prezzo di un’orticello da balcone è davvero irrisorio: semi o piantine costano pochi centesimi di euro. L’unica spesa un po’ più consistente potrebbero essere i vasi, ma possiamo attrezzarci anche con materiali di recupero: la classica cassetta di legno del fruttivendolo ad esempio, rivestita con una busta di plastica sulla quale avremo praticato dei forellini, può essere una simpatica fioriera. Anche i barattoli di alluminio, come quelli del caffè, possono fungere da vaso per piccole piantine come le aromatiche, mentre i contenitori delle uova possono diventare un semenzaio per far nascere le specie che andranno messe a dimora solo una volta spuntate; anche in questo caso sarà la fantasia a suggerirci “nuovi” usi per “vecchi” oggetti o come decorare ed abbellire i materiali di recupero. Quanto a concimi, fertilizzanti ed antiparassitari, se scegliamo di possedere un mini-orto, il vero piacere sarà avere ortaggi assolutamente genuini e biologici, bandito dunque ogni tipo di fertilizzante chimico potremo concimare con del semplice stallatico. Quanto agli antiparassitari, esistono in commercio degli insetti, una sorta di coccinelle, che si nutrono proprio di quei pidocchi e parassiti che una volta infestate le piante, le portano alla morte.


Problemi di spazio? L'orto è in bottiglia


Vogliamo mettere alla prova il nostro pollice verde ma non abbiamo a disposizione neanche un minuscolo balcone? Il nostro terrazzo è stracolmo di piante e siamo alla ricerca di una soluzione salvaspazio? Perché non provare a coltivare in bottiglia? L’idea è apparentemente stravagante ma in realtà coltivare piantine aromatiche, ortaggi e addirittura alberi da frutto in bottiglie di plastica o vetro è facilissimo ed economico. La tecnica non certo nuova, risale al 1800 ed è stata ideata dal botanico inglese Nathaniel Ward per consentire ai navigatori di trasportare piante di vario tipo in lunghi viaggi per mare, senza risentire della scarsità di acqua dolce. Il sistema infatti permette di ricreare all’interno del contenitore il “ciclo della pioggia”: l’acqua che evapora dalla terra si condensa per poi ricadere nuovamente sul terreno, consentendo così alla piantina di vivere autonomamente.Per realizzare un orto in bottiglia basta prendere una bottiglia di plastica e tagliarne la parte superiore, poi si prende la parte inferiore e si pratica un foro al centro della base che permetterà il drenaggio della pianta. Si posiziona poi la parte superiore all’interno di quella inferiore, col collo della bottiglia rivolto verso l’altro e si inserisce del terriccio umido fino a superare di circa 5 cm il collo della bottiglia, infine si inserisce la piantina o i semi. In commercio esiste anche un kit che si chiama “The grow bottle” e può essere acquistato anche on line direttamente dal sito dell’azienda che lo produce. Volete mettere però il gusto di realizzare tutto con le proprie mani? Sarà anche un modo originale ed “eco-friendly” per riciclare le bottiglie di plastica vuote.

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