Un modello economico ed imprenditoriale sostenibile e di lungo respiro

L'agenda Europea dell'anno internazionale delle cooperative propone una serie di soluzioni alle sfide economiche e sociali dei prossimi anni

Pervenche Beres, presidente della commissione affari sociali della Ue

«Ché, per quanti si dice più lì “nostro”, tanto possiede più di ben ciascuno»: è questo verso dantesco (Purgatorio, canto XIV) ad essere stato scelto da Cooperatives Europe come claim per celebrare il 2012come Anno Internazionale delle Cooperative. Poiché, secondo l’organizzazione regionale dell’International Cooperative Alliance, è proprio questo il comune sentire cooperativo: “quanto più cresce il senso del noi, tanto più è ricco ciascuno di noi”. La scelta è stata resa nota giovedì scorso a Bruxelles durante la cerimonia europea di inaugurazione dell’Anno Internazionale. L’evento, a cui hanno partecipato anche parlamentari europei di primo piano come Pervenche Berès (Presidente della Commissione Occupazione e Affari Sociali, nella foto) e Luis Manuel Capoulas Santos (membro della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale), è stato anche l’occasione per presentare ufficialmente l’Agenda Europea delle Cooperative “Co-operatives for Europe: Moving Forward Together”. Costruita a partire dagli obbiettivi fissati da Europa 2020 e con lo scopo di fornire una piattaforma di dialogo con i rappresentati politici europei, l’Agenda propone una serie di possibili soluzioni cooperative alle importanti sfide economiche, sociali e ambientali che attendono l’Europa nei prossimi anni. «Gli attori economici e politici dalla visione miope ci hanno portato nella crisi attuale; le imprese cooperative, al contrario, hanno una visione sostenibile e di lungo respiro» - ha affermato durante l’incontro Pervenche Berès, aggiungendo che «c’è un potenziale ancora non sfruttato di cui l’Anno Internazionale dovrebbe occuparsi: l’obbiettivo del 2012 è quello di comunicare con chiarezza l’attualità del modello cooperativo». «Siamo a un punto di svolta nella nostra storia - è stato invece il commento di Felice Scalvini, co-presidente di Cooperatives Europe - il nostro modello economiconon può essere guidato esclusivamente dallo scopo di lucro. La resistenza delle cooperativedurante la crisi dimostra che le imprese guidate da persone contribuiscono alla sostenibilità».

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